
Ciriaco De Mita chiude la porta senza mezzi termini a Silvio Berlusconi. “Populista e antieuropeista come Grillo, stare con lui sarebbe irrazionale, è contro natura”. Il padre della Democrazia Cristiana fa capire che la sua strada non sarà verso Forza Italia come Casini, ma punterà a fare altro. Resta però il dubbio… sulla posizione di campo tra centrodestra o centrosinistra. Interrogativi che aumentano anche rispetto alla posizione e alle parole che annunciate in seguito: “Non è possibile che chi si alza la mattina decide per tutti, guidare un partito non vuol essere questo (riferimento a Casini), abbiamo il dovere raccogliere le istanze dei cittadini. I partiti personali hanno fatto la loro storia. Noi dobbiamo far reggere la nostra forza sulla classe dirigente, che altri non hanno e pensano con una legge elettorale di tagliarci fuori. La legge elettorale tra Renzi e Berlusconi è un patto tra banditi”. De Mita poi rivolto al nipote Giuseppe: “ti ho apprezzato molto per l’opera che stai facendo in Parlamento. Ho assistito al tuo lavoro fatto per comporre l’area”. Ma dove andrà lo zoccolo duro dei demitiani resta un mistero.