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Preziosi, già primo cittadino di Avellino alla fine degli anni settanta, incarna quella figura di prestigio, non direttamente riconducibile ad etichette di partito, che De Mita ha da tempo ricercato. E, come ampiamente previsto, Dino Preziosi, che con Massimo era in lizza fino a ieri per la poltrona più alta di Piazza del Popolo, guiderà una seconda lista che sarà comunque collegata alla candidatura del penalista.
Questo per quanto riguarda la mera cronaca politica del pomeriggio al Viva Hotel, cornice della convention dei centristi. Ma l’appuntamento odierno è servito anche a chiarire le scelte operate e a sciogliere i residui dubbi circa l’intesa che si è andata consumando tra il PdL e l’UdC in Campania e nelle 3 province (Avellino, Salerno e Napoli) prossime al voto di giugno.
Al tavolo con il segretario regionale dell’UdC, Ciriaco De Mita, erano presenti Angelo D’Amelio, Giuseppe De Mita, Maurizio Petracca, Massimo e Dino Preziosi.
“L’avvio della campagna elettorale è stata caratterizzata poco dall’intelligenza e molto dagli eventi – ha esordito il leader di Nusco che nel corso del suo lungo intervento non ha lesinato stoccate, più o meno dirette, ai protagonisti delle ultime settimane della vita politica locale – Ho letto cose assurde ultimamente: che l’UdC avellinese è passato al Pd, che noi rappresentiamo una forza dubbia, che il centro sinistra punta sull’aggregazione… La verità è che il centro sinistra ed il Pd non esistono più. O meglio – aggiunge – esistono solo sulle pagine dei quotidiani attraverso pseudo comunicati vittoriosi che tanto mi ricordano i bollettini con cui il regime fascista proclamava il trionfo. Ma vi ricordo che l’Italia allora si risvegliò scoprendo invece di essere caduta in ginocchio”.
L’excursus di Ciriaco De Mita si è, quindi, soffermato sull’accordo sancito a livello regionale tra l’UdC ed il PdL. “Sono stato accusato di non essere coerente da sedicenti intellettuali che ora auspicano un ritorno dell’Ulivo – ha spiegato – Esser coerenti equivale alla costruzione dell’orizzonte: è il corretto svolgimento del pensiero lungo il quale si trova la vera coerenza dei comportamenti. In Campania è stata sancita una unione per portare avanti una battaglia di pulizia. Non è un semplice accordo politico basato su strategie – ha continuato – ma un progetto nato per spodestare chi ha gestito la Regione non con incapacità ma con una inadeguata organizzazione sul territorio”. De Mita, pur sottolineando che “… si poteva andare da soli ma dovevamo evitare di dare in mano il potere agli avventurieri della politica”, ammette che con il PdL è stato siglato un impegno per “… la realizzazione di nuovi criteri in materia di efficienza nel gestire la cosa pubblica. Questo impegno non solo si tradurrà nell’amministrare Enti locali ma dovrà riuscire a raccordare i problemi delle persone e chi gestisce il potere”.
Da Franco Vittoria (“… un otre vuoto”) a Enzo De Luca (“… il De Luca buono viene da Salerno”), da Romei a Musto: a finire nel mirino di De Mita ci sono un po’ tutti: “E sarebbero loro a rappresentare il nuovo rispetto alla mia persona?”.
Salutando positivamente il lavoro svolto dai 9 laboratori della Costituente che hanno stilato il programma elettorale per la Città di Avellino, il leader di Nusco conclude: “Indecisione non c’è mai stata sulla scelta del candidato sindaco: il cognome era lo stesso – ironizza – A Dino Preziosi va dato atto di aver compiuto un grande gesto di generosità nei confronti della cittadinanza con il passo indietro che ha fatto. E’ stato portato a termine un buon lavoro fino a questo punto: ora ci toccherà conoscere bene l’orografia della città e comporre le liste. Chi amministrerà – assicura De Mita – lo farà colloquiando sempre in maniera chiara e decisa”.