
Da un lato c’è chi lo accusa di rappresentare il vecchio modo di fare politica, ma per Ciriaco De Mita le “lezioni” politiche da impartire non finiscono mai. Al leader di Nusco infatti è stata affidata la direzione scientifica della “Scuola Europea di Alti Studi Politici, ideata dall’Università Suor Orsola Benincasa. Il progetto è stato presentato dal rettore Lucio d’Alessandro “La Scuola Europea Alti Studi Politici si propone di offrire ad un selezionato numero di laureati, operatori della vita pubblica, un’alta formazione nel campo dell’analisi e della programmazione strategica delle scelte relative alla vita collettiva nei suoi diversi livelli nazionali ed internazionali. In un tempo in cui la politica sembra aver perso il ruolo di arte regina della vita pubblica, di nobile garante degli interessi e delle scelte dei cittadini con la conseguenza di un sempre maggior distacco tra la popolazione e chi opera nelle istituzioni, cioè tra i rappresentanti e i rappresentati del nostro sistema democratico, ci è sembrato importante offrire ai giovani un percorso che ne spieghi le fondamentali difficoltà, gli accidentati percorsi, tanto in sede teorica quanto di concreta e vissuta prassi repubblicana ma ne rilevi anche il meccanismo virtuoso e il complessivo fascino”. “Abbiamo scelto questo tema – ha spiegato Ciriaco De Mita – perché la nostra preoccupazione è quella di aiutare i giovani a comprendere meglio i movimenti e i mutamenti del quadro politico attuale. E crediamo che questo sia possibile solo attraverso una riflessione ed uno studio attento di tutte le dinamiche politiche”. Per evitare il rischio di essere impreparati come l’ultimo governo Berlusconi. “Senza voler esprimere giudizi sull’attuale compagine di governo – ha spiegato De Mita sollecitato dagli studenti sul tema del governo tecnico – è già un sollievo vedere che alla guida del Paese vi siano persone preparate e di alto profilo culturale e professionale ed è rassicurante almeno sentire i membri del governo spiegare le scelte politiche in un italiano corretto, il che non sempre avveniva con i loro predecessori. E soprattutto questo è un momento in cui c’è bisogno di parlare con sobrietà ed agire con decisione a differenza di quanto avveniva in passato, quando si pensava di rispondere ai problemi della crisi affermando che in Italia si possa misurare il benessere economico dalle prenotazioni nei ristoranti ed esponendoci al pubblico ludibrio internazionale così come è avvenuto con il sagace intervento di Roberto Benigni al quale ho assistito al Parlamento Europeo”.