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De Mita o non De Mita, il dubbio esistenziale nel centro destra

Se ne discute ormai da tempo ed il suo compimento o meno potrebbe spostare clamorosamente l’ago del favore elettorale in Irpinia ed in Campania. L’interrogativo esistenziale dell’essere o non essere, del ‘con o senza i demitiani’, è alla radice dell’indecisione che regna nel centro destra rispetto alla presentazione delle nomine apicali ed alla definizione delle alleanze. L’accordo tra il PdL e l’UdC in vista delle amministrative di giugno, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe essere messo oggi nero su bianco, in occasione dell’incontro a Napoli tra i coordinatori campani dei due partiti. O forse no.
Nelle ultime 48 ore, infatti, i sostenitori nel centro destra del ‘No a De Mita’ hanno alzato la voce. La stessa Giulia Cosenza, neo coordinatrice del PdL irpino, ha riferito ieri che “… dell’accordo con De Mita non so nulla: so solo che il territorio non lo vuole”. Tante sono state le istanze, i messaggi, i moniti che il deputato del PdL ha dovuto raccogliere: “Io di questo accordo non ne so nulla – ha ribadito – Tanti lo danno già per scontato ma a noi nessuno ha comunicato nulla”. Un modo come un altro per esprimere ai vertici regionali del partito anche la disapprovazione per come l’operazione viene portata avanti nella stanza dei bottoni. Il colpo a sorpresa, peraltro già ipotizzato giorni fa, potrebbe però essere rappresentato dall’organizzazione di una lista ‘parallela’ a quella ufficiale del PdL, a sostegno di un candidato e di un’alleanza diversa da quella con l’UdC, in cui confluirebbero i ‘dissidenti’ di AdC, Merito è libertà, Udeur nonché ex An.

Parimenti sta crescendo il consenso di chi vede nell’intesa al primo turno con l’UdC la chiave di volta per il successo del centro destra a giugno e, soprattutto, nel 2010 quando si andrà al voto per la Regione e alla provincia di Caserta. Ultimo in ordine di tempo a spezzare una lancia in favore dell’accordo con il partito del leader Pier Ferdinando Casini è stato il Ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, che in una lettera inviata a La Stampa ha spiegato “… sono convinto che sia necessario promuovere gradualmente e senza chiedere abiure un’allenza programmatica con l’Udc, un partito moderato e cattolico, i cui valori di base coincidono con quelli del PdL”.
Chi non ha mai fatto segreto dell’importanza di un accordo con De Mita è stato Arturo Iannaccone del MpA: “Se la Costituente di Centro condivide gli obiettivi di cambiamento e di rinnovamento, noi non abbiamo preclusioni e siamo aperti al dialogo – ha affermato – La coalizione, inoltre, è tenuta a garantire governi stabili ed efficienti e a dare risposte concrete ai guasti provocati dai governi fallimentari del centrosinistra. Ovviamente De Mita non potrà che prendere le distanze, come in parte ha già fatto, con l’esperienza passata di cattiva amministrazione del centro sinistra”.

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