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Dal canto, suo il Ciriaco De Mita ha sottolineato la necessità di recuperare “la concretezza della politica”, con un approccio volto a creare “solidarietà e aggregazione nelle comunità”. “In politica ha diritto di governare chi aggrega – ha spiegato -. Solo così si possono risolvere i problemi”. Di qui una stoccata al Pd, che “al contrario ha il grande pensiero di disaggregare” e agli esponenti delle forze sociali e datoriali che hanno dato vita al Patto per lo sviluppo “pensando di poter procedere indipendentemente dalla politica”: “Non so se commuovermi o infastidirmi” – ha osservato. De Mita ha anche parlato della più generale opportunità di recuperare il confronto sulla questione meridionale: “Con la fine della prima Repubblica, – ha dichiarato – il Mezzogiorno ha bloccato la crescita. Si è trasformata la sua domanda di sviluppo in una condizione di depressione. Come se il malato fosse colpevole della sua malattia”. Per questo, il leader regionale dei centristi, ha anche auspicato l’individuazione di un luogo per il confronto, ipotizzando la nascita di un’apposita fondazione intitolata a Salverino De Vito.
L’importanza di recuperare la passione per i giovani e lo spirito innovativo del grande politico di Bisaccia in chiave occupazionale è stata posta in risalto con efficacia da Carlo Borgomeo: “Bisognerebbe prendere atto che si è costituita una società contro i giovani – ha evidenziato – . Troviamo insieme il sistema di organizzare un progetto in cui sia possibile concentrarsi, contemporaneamente e in maniera efficace, sui ragazzi e sulle comunità”.