De Mita contro Veltroni: “Ha le attenuanti per incapacità a capire”

0
178

Fascista?… Lo pensava un tempo Ciriaco De Mita di Bettino Craxi. Ma a dieci anni dalla morte dell’ex leader socialista la storia, che non può essere cambiata, può certamente essere riletta alla luce di una rinnovata interpretazione. Così il leader di Nusco, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, si dice favorevole a dedicare all’acerrimo avversario di un tempo che fu una strada a Milano. Non solo: lo assolve come uomo e lo rivaluta come politico.

Una parentesi – Tra i riabilitatori, anche Fassino, Reichlin e soprattutto Veltroni su cui De Mita non risparmia un commento che definire al vetriolo appare un eufemismo: “Veltroni ha le attenuanti generiche per incapacità a capire”.

“A dieci anni dalla morte – ha dichiarato De Mita – aprire una riflessione sulla vicenda umana e politica di Bettino Craxi, più che opportuno, è forse necessario. La nostra diversità di posizioni, passata alla storia come conflitto personale, riguardava invece la lettura della situazione politica. Abbiamo avuto momenti conflittuali, non sereni. Ma Bettino era una brava persona. Dopo il mio governo i nostri rapporti sono stati splendidi, negli ultimi anni non tralasciava occasione per manifestarmi stima e simpatia”.

A dispetto della posizione assunta da Di Pietro e Borrelli – che ritengono “indecoroso rendere omaggio a un latitante” – De Mita considera inadeguata la lettura giustizialista della vicenda politica: “Col senno di poi bisogna convenire che è sbagliato leggere l’esperienza dell’uomo politico Craxi come quella di un criminale latitante. Deve essere riconosciuto come un protagonista della nostra storia politica. Non è stato una comparsa, aveva in testa un disegno”.
Due comportamenti divergenti a confronto: Craxi – che per difendersi dai processi, scappò ad Hammamet – e Andreotti che ha accettato di farsi processare: “In entrambi i casi ci sono margini di arbitrarietà e di prevaricazione. Andreotti è stato assolto, il che non vuol dire però che, nel suo caso, non ci siano stati elementi di commistione tra politica e magistratura”.

Su Berlusconi e sull’opportunità della scelta di rifiutare il processo il leader dell’Udc è chiaro: “Berlusconi è legittimato dal voto popolare. Condivido la posizione, sia pure confusa, di risolvere il problema consentendo al premier di governare e sospendere eventuali processi. Approvo l’ipotesi avanzata da Enrico Morando di ripristinare l’immunità”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here