De Mita consacra Andrea Covotta e punge i comunisti di Fontanarosa

0
361

Sturno – (di Antonio Porcelli) – Tanta gente all’auditorium comunale per l’intervista pubblica organizzata dall’associazione “Le due valli” al coordinatore regionale della Margherita Ciriaco De Mita moderato dal giornalista Rai Andrea Covotta. Il botta e risposta tra il leader di Nusco e i cittadini ha dato ragione ai presenti, che ancora una volta, hanno potuto ascoltare le argute battute di De Mita sulla situazione italiana e sulle vicende politiche nostrane. In particolare, dopo le sollecitazioni di Ferrante sulla possibilità dei democristiani di rimettersi insieme, le lapidarie ed ironiche risposte sul tipo: “l’intelligenza umana che si rifugia nel passato è la morte”, per confermare che “il nuovo è il futuro, e non sono ammessi i ritorni alla nostalgia tanto è vero per quel che affermo, che ora penso per i prossimi 20anni” . Il ragionamento di De Mita ha toccato i tasti della svolta della Margherita a livello nazionale, definita una “scelta intelligente, perché il progetto è pluralista, non di sinistra e non deve andare nell’internazionale socialista”. Riferendosi alla natura dell’attuale identità, il leader ha evidenziato che il passato è morto per tutti, con l’esempio anche per la matrice comunista con la dichiarazione a mò di risposta per i diesse irpini che “in Italia nessuno può dichiararsi comunista… tranne che a Fontanarosa”. Il filo logico dei moderati, ripreso più volte dal segretario regionale della Margherita, si è spezzato dopo le scelte tra i due Poli, dove anche oggi “ognuno vuol fare il proprio partito. In particolare, da una parte Berlusconi, dall’altra Prodi. Si, anche Prodi – ha aggiunto De Mita, -basta guardare al caso Bologna, ma la Margherita è riuscita a difendere l’identità e il pluralismo”. Riferendosi poi alla casa comune dei moderati, ha bocciato i “mediocri”, salvando come aveva fatto a Porto Santo Stefano e a Montemiletto, Marco Follini per la sua coerenza ed in Irpinia, Franco Di Cecilia sindaco di Sturno al quale ha lanciato un ponte di… stima per aver “conservato nella diversità, la moderazione e il garbo”. Stilettate invece per il Governo di Centrodestra, riconoscendo i meriti a Berlusconi ( bravo come imprenditore) ma poco idoneo a rappresentare la funzione dello Stato per aver applicato le regole dell’impresa che non rappresentano gli interessi di tutti. E per rendere più efficace il pensiero, De Mita ha ricordato che, “ sul monopolio televisivo sono stato cacciato dal Governo. Altri invece…resistono”. Ancora una volta una riunione briosa ed effervescente, con un De Mita sempre protagonista per le battute e per le consacrazioni. Ieri ad esempio, ha “battezzato”, politicamente s’intende, Andrea Covotta figlio di Domenico segretario provinciale del Fiorellino, che potrebbe essere candidato alle prossime politiche.Ed infine, ha criticato la Legge regionale sul volontariato, che a dire del leader va “ripensata, per difendere al meglio i contenuti e la stabilità degli operatori”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here