De Mita – Bassolino: incontro per… il futuro

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Avellino – Insieme per costruire. Per raccontarsi. Per comprendere le storie, humus sul quale far crescere il pluralismo culturale ed ideologico. Dunque la democrazia. De Mita e Bassolino al Samantha Della Porta con i segretari cittadini del fiorellino e della Quercia Enza Ambrosone e Gerardo Adiglietti sul palco. Nella sala affollatissima, Rosetta D’Amelio, Angelo Montemarano, Giuseppe Galasso, Giovanni Romano, Franco Mazza, Bruno Fierro, Andrea De Simone, Alberta De Simone, Pietro Foglia, Mario Sena, Enzo De Luca, Lino Pericolo, Antonio Gengaro, Lello De Stefano, sindaci, amministratori e simpatizzanti. Tra i candidati dell’Unione, Francesco Maselli, e l’applauditissimo Angelo Flammia. Assenti, ed è stato notato… nonostante il telegramma di Aurisicchio che si è scusato per non essere potuto intervenire causa impegni elettorali, l’assenza dell’intera componente di sinistra dei diesse. Ma nessuno ha voluto mettere il dito nella piaga. Proprio nessuno, nemmeno Ciriaco De Mita che invece ha invitato all’unità, alla coesione per restituire un futuro all’Italia. Quel Paese dove “le coalizioni rappresentano il pluralismo politico e culturale. In questa provincia le due grandi storie popolari e democratiche sono state sollecitate a prescrutare il futuro. E se riflettiamo che nessuno di noi non è più il nostro passato e nessuno di noi è la novità, affronteremo la vera questione della democrazia”. Ma De Mita, ha parlato a quelli che non c’erano e ha inviato messaggi forti sul tipo: “Bisogna regolare le condizioni della vita. La nostra coalizione non ha nessun problema. Da De Gasperi in poi, l’avversario era la destra. Io e Bassolino vorremmo raccontarci per comprendere le storie. Perché senza di esse il futuro non è possibile. Oggi la partita democratica si gioca su questi valori e… non sull’età”. Il leader De Mita ha affrontato le varie questioni: tenuta della coalizione che non si misura sulla coesione ideologica “Ci mancherebbe: siamo tanti partiti. Il problema è lavorare per costruire unità. Se creiamo una grande mobilitazione riusciremo ad uscire dalla mediocrità della politica avellinese dove il dibattito è scaduto”. Unità di intenti, e poi, l’invito probabilmente dopo le recenti polemiche tra Diesse e Margherita a Palazzo Caracciolo: “Qui, la politica è scesa a livelli di mediocrità: tocca a chi è intelligente e più responsabile, riprendere le fila del discorso e dell’unità”. Chi vuole intendere, insomma, sa come comportarsi…. Poi è toccato a Bassolino: “Navighiamo in mare aperto con reciproca volontà. Guai a chiudersi i partiti in se stessi. La politica è fatta di tante donne e uomini. E’ cultura, è fatto di massa”. Il presidente della Regione Campania non manca di rispedire al mittente – l’avversario – le accuse che hanno centrato in pieno Romano Prodi. “Romano Prodi è stato il vero artefice della lista unitaria. Alle urne dobbiamo dare un giudizio sul governo Berlusconi. Enorme la differenza rispetto al 2001: abbiamo un Paese bloccato. Incertezza ed indecisione per il futuro. Restituiamo fiducia all’Italia”. Da evidenziare anche gli interventi di Adiglietti e Ambrosone e il saluto del sindaco Galasso e del Presidente della Provincia, De Simone. Tutti all’unisono sull’unità da costruire, “evitando di farsi male”, cercando di recuperare idee e nuove prospettive per lo sviluppo. Su questo aspetto, da sottolineare l’intervento di Adiglietti, ottimista sul futuro, meno sulle prospettive irpine della politica, che nonostante tutte le polemiche, possono ancora dare un notevole contributo per sconfiggere la politica della destra. Una riflessione di antica memoria kennediana, ripresa da De Mita con una battuta: “ …sono rimasto colpito dal tuo intervento, in particolare perché non lo hai chiuso citando Marx…”. Che ha fatto il paio con quella sollecitata da Enza Ambrosone: “I Comunisti non mangiano più i bambini”, e De Mita di rimando: “Non è mica vero”. Scambi di opinione in un clima proiettato verso le Politiche del 9 aprile… ma che fanno comprendere come tra Margherita e Ds irpini (in particolare gli assenti) i conti saranno regolati dopo…

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