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Dunque De Mita prevede l’inizio di una nuova fase che porti ad una seria ragione dello stare insieme politicamente.
Un ragionamento sugli scenari aperti dalle primarie: così il leader di Nusco ha ‘liquidato’ la domanda relativa ad un probabile avvicinamento. “Bersani propone – ha detto – e non è cosa secondaria, di costruire alleanze con altre forze politiche in base a programmi condivisi e cercando di recuperare il concetto di coalizione”. Positivamente colpito dal ritorno della consapevolezza del pluralismo, De Mita attende gli eventi: “Non demonizzo gli interlocutori ma sono attento a ciò che dicono. Non ho mai pensato che la politica potesse semplificarsi con il bipartitismo”. Su un proposito di alleanza: “Si può intraprendere un percorso virtuoso a patto che il Pd non immagini di riproporre cose pasticciate”. Più critico nei confronti di Amendola: “Le forze che ha aggregato mi danno la sensazione di un’ammucchiata”.
Su Enzo De Luca: “Trovo singolare che si riproponga una candidatura la cui esperienza di personalizzazione della politica non è diversa dagli altri. Poi io sono attento a persone che quando parlano esprimono opinioni motivate e ricche di dubbi. In caso contrario ho la sensazione di trovarmi davanti chi vuol creare un rapporto diretto tra governatore e popolo e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti”.
Infine un commento su un potenziale accordo a livello regionale tra Udc e Pdl e sulla scelta di Cosentino: “Sbagliato pensare che il tutto, in una alleanza, possa ridursi alla scelta del candidato. Ed ancora, il rinnovo della classe dirigente non è sostituzione anagrafica o di chi ancora non ha assunto ruoli. I migliori sono coloro che hanno idee, convincimenti, modelli di organizzazione del potere. Se questo non avviene rischiamo un passaggio elettorale che attraversa la crisi ma non la risolve”.