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De Mita ha risposto a numerose sollecitazioni pervenute al tavolo da alcuni giovani intervenuti prima della riflessione del leader democristiano, che ha rapidamente ripercorso alcuni momenti fondamentali della storia democratica italiana ed europea per tracciare la linea lungo la quale i giovani ed il partito dovranno muoversi in prospettiva futura. De Mita, già capo del governo e segretario nazionale della Democrazia Cristiana, ha rivolto un ricordo ad Aldo Moro, applaudito dalla folta platea accorsa al Viva Hotel. Partendo dal senso che lo statista attribuì alla politica ed al rispetto dei diritti civili, ha spiegato che “fondamentale è l’individualità come valore della persona e se il riferimento è ai valori civili e culturali l’orizzonte si allarga e la politica diventa senza confini. Oggi la politica – ha commentato De Mita – è solo conquista dello spazio per il potere, la sola cosa vera è che la gente l’ha capito ed il risultato elettorale lo dimostra”.
L’europarlamentare Udc ha richiamato alcune delle questioni sollecitate dai giovani, aggiungendo che “sarebbe un errore se queste non fossero integrate in un processo politico e sociale più complessivo, che guardi anche oltre i confini nazionali perché – ha sottolineato – la dimensione italiana non è sufficiente per recuperare lo spazio dell’equilibrio possibile nella competizione globale. Il fatto è che nella nuova geografia non è stato disegnato il nuovo equilibrio del mondo”.
L’onorevole Pietro Foglia, consigliere regionale eletto nell’ultima tornata elettorale, ha affrontato il problema di fondo che colpisce i giovani: “Il dramma del lavoro che ha portato i giovani a restare nella famiglia di origine fino ad oltre 30 anni ed ha alimentato, l’emigrazione verso altre aree geografiche in cerca di opportunità professionali”. Foglia ha evidenziato che “la partecipazione dei giovani non può essere assolutamente ritenuta marginale e l’impegno della politica deve andare nella direzione di dare loro le giuste risposte, anche se stiamo vivendo una crisi economica di enormi dimensioni”.
All’incontro, moderato da Rosa De Simone, hanno partecipato il vice presidente dell’amministrazione provinciale e coordinatore provinciale dell’Unione di Centro, Giuseppe De Mita, gli assessori provinciali Giuseppe Solimine e Maurizio Petracca, alcuni consiglieri provinciali e dirigenti ed amministratori locali e provinciali dell’Unione di Centro.
Il dibattito è stato aperto dagli interventi di Gianfranco D’Alia e Alessio Feoli, che hanno interrogato il partito sulle problematiche legate al rapporto tra le istituzioni ed il territorio, allo spazio che i giovani vorrebbero per mettersi in discussione sul piano politico e professionale. Giuseppe Vecchione si è soffermato sul dato politico ed ha chiesto dove il partito si colloca in un momento delicato per il paese caratterizzato dalla carenza di idee e di vera cultura politica. Luigi Chieffo ha, invece, lamentato poca attenzione nei confronti dei giovani evidenziando che la politica si ricorda di loro solo in campagna elettorale perché, nei fatti, mancano azioni a loro mirate. Antonio Sirignano ha auspicato il ritorno alla vita di partito come strumento per costruire la futura classe dirigente che sappia intrecciare tra loro i valori della politica con le esigenze manifestate dalle comunità. Angelo D’Avella si è soffermato sulla dimensione europea sottolineando che la vera questione è legata alla percezione dell’identità nazionale e della nuova essenza dell’europeismo. Ha rilanciato il ruolo che il Mediterraneo deve assumere nel processo di unificazione, che non è riuscito.