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De Luca (Pd): “Commissione istituzionale per federalismo fiscale”

Una commissione interistituzionale formata da deputati, senatori e rappresentanti di Comuni, città metropolitane, Province e Regioni con l’obiettivo di affermare in tutto il Paese la logica di un federalismo fiscale equo, che non penalizzi alcune aree a vantaggio di altre. Questa la proposta del senatore del Partito democratico Enzo De Luca consegnata ai colleghi del gruppo di Palazzo Madama ieri sera nel corso della discussione sul federalismo fiscale. Sì al federalismo fiscale come disegno di legge e niente emendamenti, in accordo con quanto stabilito dal Pd, la riflessione del senatore irpino si è focalizzata soprattutto sulla necessità di dare alla riforma una struttura e dunque una attuazione equanime, senza disparità tra Nord e Sud. “E’ un disegno di legge di grande respiro che sfida il Governo e soprattutto è teso a sconfessare il federalismo fiscale come mero accordo elettorale tra Berlusconi e la Lega di Bossi”, sottolinea De Luca, ribadendo il “no” ad affidare la delega al Governo in materia di finanza federale. “La storia del popolarismo e del riformismo, le due culture fondanti il Pd – aggiunge – sono basate su salvaguardia e valorizzazione delle Autonomie locali e tutela del cittadino ed è questo l’architrave di questo disegno di legge, nel quale va affermato con nettezza il principio di perequazione fiscale e tributaria”. Punto centrale dell’analisi del senatore Pd, il Mezzogiorno, che non può risultare penalizzato dall’attuazione della riforma. “No ad un federalismo drogato che mira ad avvantaggiare il Nord con il rischio che il Sud, penalizzato, affondi sempre di più nelle sabbie mobili della criminalità, che ha a disposizione risorse ingenti per controllare l’economia dei territori. Anche per questo, e soprattutto in materia di fiscalità, passando dalla spesa storica alla spesa standard, bisogna affermare la presenza forte dello Stato – conclude De Luca – spingendo sulla leva di un rapporto diretto tra le Istituzioni centrali e quelle periferiche, più prossime ai territori, nella logica della responsabilità, della collaborazione e della solidarietà”.

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