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De Luca: “No a un Pd a due teste”… magari ne fossero due soltanto!

Se è vero che De Luca, nel corso dell’incontro di ieri in villa comunale, ha gridato il suo “No a un Pd a due teste”, bisogna pur riconoscere che, come suggerisce un adagio popolare, “Ogni testa è un tribunale”. E il detto acquisisce ancora maggiore valenza se si tratta di ‘teste’ del Pd. Un partito che porta sulle spalle l’entusiasmo di un progetto che ancora stenta a decollare e al contempo il peso di un passato che sembra non volerne proprio sapere di scrollarsi di dosso le logiche delle vecchie ideologie.

Arriverà finalmente questa svolta per il Pd irpino? Si riuscirà una volta per tutte a mettere insieme queste tante (troppe?) identità politiche confluite in un contenitore che porta il nome di Partito Democratico? O forse quello di ottobre sarà un (altro?) passo più lungo della gamba? Rebus sic stantibus le diverse ‘teste irpine’ del Partito Democratico non appaiono ancora ben intenzionate ad andare d’accordo: il Pd litiga a Paternopoli, a Contrada, litiga a Palazzo di Città e… a via Tagliamento.

De Luca non vuole un partito a due teste? …magari ne fossero solo due…. Un ‘frutteto’ di pomi della discordia, l’Irpinia: la fase di tesseramento, la composizione della Giunta del Comune di Avellino, la mozione Franceschini (che molti sindaci irpini smentiscono di aver mai sottoscritto), commissioni “illecite” a via Tagliamento… Forgione contro Troisi, il Pd di Contrada contro il sindaco Iannaccone, De Luca che rassegna le dimissioni (non accettate) da reggente del partito.

Tanti i nodi da sciogliere, ancora di più le teste da mettere d’accordo. E questo alla vigilia degli appuntamenti congressuali dove, c’è da scommetterci, il Partito Democratico ci sarà tutto… correnti comprese.(di Oderica Lusi)

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