De Lieto (Pensionati) su crisi: “Le istituzioni siano più vicine”

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Avellino – Il segretario provinciale dei Pensionati per l’Italia, Antonio de Lieto, analizza in una nota la difficile situazione economica che, per effetto della crisi, vivono in primo luogo, i lavoratori dipendenti, le famiglie ed i pensionati. Alla luce dei fatti, secondo De Lieto, è necessaria una maggiore vicinanza delle istituzioni alle fasce deboli. “Nonostante i tanti ottimismi – ossreva – i problemi di una consistente fetta di cittadini italiani sono gravi e non accennano a migliorare. Tanti non riescono più a pagare l’affitto mentre crescono indebitamento e rinunce. Una consistente percentuale di cittadini è sotto la soglia di povertà. Sono lavoratori e pensionati gli anelli deboli della società che, forse più di tutti, pagano le conseguenze di questa pesante crisi economica che ha investito l’intero Paese. La vera portata del “fenomeno povertà” – evidenzia de Lieto – sfugge alle Istituzioni proprio per l’orgoglio di molti e tanti di coloro, soprattutto pensionati, che si trovano in gravi difficoltà neppure chiedono un aiuto agli Enti preposti, per dignità e, tante volte, per la non conoscenza delle possibilità di ottenere un sussidio, l’abbattimento dell’affitto e quant’altro: in questi casi si tratta, quasi sempre, di chi avrebbe più bisogno di aiuto. Per questo è necessario che siano le Istituzioni e quindi i Comuni, con gli assistenti sociali ad effettuare una attenta azione di monitoraggio e di contatto, per contrastare efficacemente la povertà estrema. Il nostro Paese – rileva ancora – non è un’isola felice nel panorama europeo, ma porta pesantemente i segni di una crisi che ha cambiato profondamente le abitudini e la vita di tanti suoi cittadini. Il dramma del lavoro, la disoccupazione crescete, la frustrazione dei giovani che non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro, i tanti che rinunciano persino a trovare un lavoro, la silenziosa disperazione di tanti padri di famiglia: questa realtà è presente in Italia, volerla ignorare è un gravissimo errore. Il Governo, in primo luogo, e tutte le altre Istituzioni – conclude il leader irpino – devono operare concretamente e urgentemente per essere maggiormente vicine ai più deboli a chi più ha bisogno, a chi non è in condizione di far valere le proprie ragioni”.

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