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De Girolamo, mai e poi mai…

“Mai e poi mai” lo ripete innumerevoli volte, durante il suo discorso alla Camera dei Deputati il ministro Nunzia De Girolamo. Deve scrollarsi di dosso tutte le accuse politiche e non che ha dovuto registrare sul proprio conto. Pur non indagata, quelle parole espresse dal ministro sono peggio di coltellate.
Se agli italiani fanno rabbrividire i contenuti di quelle intercettazioni “abusive” peraltro pronunciate da una giovane che per la prima volta si affaccia in politica, per la “casta” il contenuto è una ovvietà. Tanto che l’aula di Montecitorio è semideserta. “La mia vita di politico, di persona e di donna – ha spiegato – è stata travolta da un linciaggio e un accanimento senza precedenti”. Avrà pure ragione, ma per l’atteggiamento e il tenore che l’Italia si è scandalizzata. “Questa vicenda è kafkiana – dice la De Girolamo in Aula – a leggere i giornali sembra che sia io ad essere sotto inchiesta ma la realtà è diversa, io non sono indagata, indagato è Pisapia e l’intercettazione è abusiva”. E mai e poi mai, avremmo voluto ascoltare quelle parole da bocca di una giovane donna durante un “direttorio politico-partitico” che avrebbe condizionato e influenzato le scelte nella Asl di Benevento.
Quelle pratiche politiche che tutti condannano, in primis i giovani che si affacciano in politica, la De Girolamo non doveva seguirne la scia. Non c’è infatti un rilievo penale, ma un rilievo comportamentale. Quelle parole pronunciate con lo stesso atteggiamento nel dire “vengo con determinazione a spiegare i motivi per cui, mai e poi mai, ho abusato del mio ruolo di deputato e mai ho violato la Costituzione” stridono.
Ha detto bene che “ciò che è accaduto a me potrebbe accadere a tutti”. Va posto un freno, subito. Prima che sia troppo tardi. Un vulnus da buco della serratura. Bisogna avere un approccio alla politica diverso e non scimmiottare il passato, avere la forza e il coraggio di aprire una nuova era realmente, mettendo da parte i vecchi metodi da potentati chiusi nel ventre di stanze. Sentimenti come la rabbia e la voglia di dimostrare il comando se non li hai nel cuore, certe parole non le dici nemmeno a te stesso.

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