“L’iniziativa di sciopero generale della CGIL e la manifestazione provinciale di Grottaminarda non possono assolutamente autodefinirsi di accorpamento di tutte le rivendicazioni del mondo del lavoro della nostra provincia. Le problematiche legate alla manovra economico-finanziaria in discussione in Parlamento ci hanno, ancora una volta, divisi sulle strategie sindacali da porre in essere per contrastare le iniziative del Governo e della maggioranza parlamentare”. Lo dichiara il segretario provinicale della Uil, Franco de Feo. “La determinazione immediata della UIL e della CISL concretizzatasi nell’attivazione, a livello nazionale e territoriale, di presìdi di lavoratori, cittadini e pensionati ed iniziative diplomatiche hanno scongiurato, ad horas, tentativi di cancellare diritti consolidati in materia pensionistica (vedi riscatto laurea e servizio militare) e diritti civili e contrattuali (festività civili, tredicesima statali). Molto ancora resta da fare per cancellare, modificare o stralciare norme che non attengono alla natura economica della manovra, per tutelare l’autonomia contrattuale delle parti sociali e le norme che riguardano i lavoratori statali, ulteriormente penalizzati da prelievi indiscriminati. Ferma restando l’autonomia delle singole OO.SS. riteniamo giusto lasciare aperta una finestra di ulteriore confronto unitario, a livello territoriale, delle parti sociali ed istituzionali sulle prospettive di risoluzione della crisi, per dare concretezza alla speranza di lavoro e sviluppo della provincia. Lo sciopero proclamato dalla CGIL non è onnicomprensivo dei problemi del lavoro, della crisi dell’apparato industriale e dei servizi alle persone ed al territorio, dell’emergenza produttiva ed occupazionale che attanaglia il mondo del lavoro in Irpinia. Il rilancio della “vertenza Irpinia” dovrà essere sostenuta dalla politica e dalle Istituzioni locali e parlamentari regionali e nazionali, a partire da una soluzione condivisa della vertenza IRISBUS che confermi la missione produttiva dello stabilimento della Valle Ufita. Dopo i singoli impegni di mobilitazione è auspicabile la responsabile riattivazione della concertazione istituzionale e delle parti sociali per tentare di produrre risultati significativi per il mondo della produzione del lavoro; in mancanza di risultati non ci resterà altro che la programmazione di iniziative unitarie di mobilitazione e di sciopero generale a sostegno delle rivendicazioni avanzate con il “patto per lo sviluppo ed il lavoro”.
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