De Blasio contro se stesso: “Non perseverare negli errori già fatti”

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Avellino – Carmine De Blasio ha chiamato a raccolta i big del partito per presenziare alla sua prima uscita ufficiale dal titolo “Democratici e Basta”.
Tutti presenti. L’architrave composto da Enzo De Luca, Luigi Famiglietti, Rosetta D’Amelio, Paolo Foti e Lello De Stefano ha cancellato le vecchie ruggini e si è mostrato unito e coeso ai nastri di partenza, pronto a sostenere, in nome del cambiamento la candidatura di De Blasio.
“Tagliamo col passato e apriamo una fase nuova” ha esordito De Stefano, ma come si fa a dare credibilità a questa frase quando il cavallo su cui i notabili hanno deciso di puntare è il presidente uscente? Perché quando si parla di presidente uscente il risuonare di parole come cambiamento, o svolta aleggiano nell’aria come un ossimoro, ma a sentir parlare l’establishment che sorregge De Blasio, saranno proprio questi i vocaboli trainanti della campagna congressuale. “Si è creata una condizione politica di grande novità che deve essere colta – ha dichiarato il candidato alla segreteria – perché è troppo importante per essere sprecata. A chi mi voterà dico che rifiuto le logiche fondate su personalismi, non c’ è più il tempo di giocarci le partite in nome di un gruppo, o in nome di una sensibilità. Sotto questo punto di vista sarò insensibile. Il cambiamento è questa consapevolezza, la svolta è non perseverare negli errori commessi”.
Dunque De Blasio riparte da quegli stessi errori che sono stati commessi, in questi anni, da chi lo sostiene, vuole andare al di là dei personalismi e degli individualismi, quegli stessi individualismi che venerdì sera hanno posto il veto sulla candidatura di Caterina Lengua e di cui fu vittima lo stesso De Blasio qualche anno prima. Anche se sulla segretaria uscente quest’ultimo precisa: “La politica sta dentro un percorso, devi evitare il rischio di rimanere prigioniero della tua personalità. Sono dispiaciuto per l’ amarezza comprensibile di Caterina. Quell’ amarezza l’ho conosciuta, ma non va strumentalizzata. Ho imparato a conoscere Caterina per la passione che ci ha messo e la consapevolezza di un percorso di gruppo, di un progetto e sono certo che saprà impegnarsi nella modalità che riterrà opportuna”.
A sostegno del superfavorito alla corsa anche il renziano della prima ora Famiglietti che sulle polemiche intorno alla sue scelta precisa: “Io non ho mai parlato di rottamazione, piuttosto ho chiesto discontinuità che ho trovato sostituendo la Lengua con De Blasio”.
Invece Rosetta D’Amelio che abbandonati da tempo al loro destino solitario i bersaniani, dichiara: “Credo sia un congresso vero se noi facciamo il Partito Democratico”. Peccato che questa affermazione si ripete ad ogni congresso ed il Partito Democratico, cronaca vuole, già esiste, fino a prova contraria.
Infine Enzo De Luca, che nel condividere l’intervento di Carmine De Blasio, bacchetta le divisioni: “Le frazioni possono esserci tra partiti, ma non possono esserci all’interno dello stesso partito. Credo in un gruppo dirigente che sta crescendo nel segno della continuità”.
Con tutto questo apparato politico che lo sostiene tutti i migliori bookmakers punterebbero su Carmine De Blasio, ma intanto se quest’ultimo non dovesse raggiungere il 50% più uno dei voti, gli altri candidati alla corsa potrebbero sempre convergere su un’intesa e vincere al novantesimo. (di Rosa Iandiorio)

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