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De Angelis: “Provincia, già cessate le funzioni del Commissario”

Carmine De Angelis non è solo sindaco di Chiusano ma soprattutto professore aggregato di ruolo di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università degli studi di Roma “Foro Italico” e componente dell’Ufficio di presidenza Unioni Province Italiane – Regione Campania e delegato componente Upi per il riordino delle Province – Regione Campania. In una intervista rilasciata alla nostra testata spiega la Provincia che verrà.

Prof. De Angelis come mai ancora non si è’ insediato il presidente Gambacorta?

La Legge n. 56/2014 nel disciplinare le modalità di elezione del Presidente e del Consiglio provinciale si riferisce esclusivamente alla proclamazione ma non fa alcuna menzione dell’insediamento. Uno dei primi problemi e’ la coabitazione tra commissario e Presidente proclamato. In realtà si tratta di un problema aggirabile per via estensiva, ovvero non tanto applicando per analogia le norme che disciplinano l’insediamento negli enti locali ( Testo unico), quanto piuttosto richiamando ai principi di buon andamento e continuità amministrativa. Infatti la stessa legge precisa che all’avvenuta proclamazione del neo presidente cessano le funzioni del commissario e pertanto in forza del principio di continuità e’ il neo eletto a subentrare al commissario stesso.

Ma con quali poteri?

Certamente non pieni essendo subordinata all’approvazione dello statuto e ai connessi regolamenti la piena attività degli organi provinciali. Si pensi al Presidente del consiglio nominato dal Capo dello Stato, dopo aver prestato giuramento può compiere atti di ordinaria amministrazione o improcrastinabili e solo dopo aver ottenuto la fiducia dalle Camere entra nel pieno dei sui poteri. Ecco il Presidente proclamato ricalca queste condizioni pur non essendo ancora insediato e di fatto il subentrante giacché la stessa legge parla di cessazione delle funzioni del commissario.

Quali azioni dovrà compiere intanto.

Il Presidente proclamato ha da compiere importanti atti proprio per marcare il tasso di transitorietà del nuovo Ente. Intanto non può attendere ma deve agire, agevolando il percorso di approvazione dello Statuto che dovrà essere possibilmente snello, smussato della retoricita’ dell’ente locale e conformato alla natura di ente di servizio e di secondo livello, ovvero di coordinamento delle funzioni di area vasta.
Dovrà altresì rivendicare in sede regionale l’insediamento, visto il protocollo d’intesa tra governo e Conferenza delle autonomie, dell’Osservatorio per il riordino delle funzioni delle province, magari compulsando la regione a disciplinare le ulteriori funzioni attribuendole alle stesse province. Il nuovo ente pur riducendo il corpus delle funzioni fondamentali e’ un ventaglio, ovvero può smisuratamente ampliare le sue funzioni.
Potrà altresì, conformandosi ai vincoli meno stringenti della legge Madia, razionalizzare il personale e nominare ( entro il limite massimo del 30%) dirigenti a tempo determinato. Così anche nominare gli organi fiduciari, ovvero il segretario generale, il capo gabinetto e l’ufficio stampa, magari eliminando la figura del direttore generale (la cui presenza appare superflua e costosa). Sono tutte azioni necessarie per dare il giusto segnale di una presa d’atto senza la quale l’ente resterebbe inviluppato nella presunta coabitazione o stasi asfissiante.

Si dice che da un lato il nuovo Ente avrà gli stessi poteri e dall’altro che così come disegnato ormai e’ da abolire, dove sta la ragione?

Poco a fondo e’ stato discusso in queste elezioni provinciali di una importante disposizione della legge Delrio, ovvero l’art. 1 comma 90. Nello specifico caso in cui disposizioni normative statali o regionali di settore riguardanti servizi di rilevanza economica prevedano l’attribuzione di funzioni di organizzazione dei predetti servizi, di competenza comunale o provinciale, ad enti o agenzie in ambito provinciale o sub-provinciale, le leggi statali o regionali, secondo le rispettive competenze, possono prevedere la soppressione di tali enti o agenzie e l’attribuzione delle funzioni alle province nel nuovo assetto istituzionale, con tempi, modalità e forme di coordinamento con regioni e comuni, da determinare nell’ambito del processo di riordino. Si tratta di funzioni non marginali, anzi direi più che fondamentali. Le funzioni a rilevanza economica sono quelle che riguardano i servizi essenziali come ad esempio acqua e rifiuti. Per le regioni che approvano le leggi che riorganizzano le funzioni a rilevanza economica prevedendo la soppressione di uno o più enti o agenzie, sono individuate misure premiali con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per gli affari regionali. Una ghiotta occasione per il nuovo Ente che potrebbe gestire con una società in house tali servizi costruendo di fatto una multiservice dei beni pubblici. Le ricadute sarebbero enormi primo perché vengono aboliti enti strumentali i cui costi sono superiori alle stesse province, secondo perché la nuova società subentrante potrebbe gestire il servizio con una tariffa unica in grado di abbattere i costi dell’evasione e razionalizzare i servizi in un unicum. Come noterete un vero e proprio jolly funzionale che il Presidente proclamato non può farsi sfuggire.

Si e’ parlato del Presente della Provincia ma il Consiglio e l’Assemblea quali poteri avranno ?

Sarà certamente lo Statuto e i regolamenti a definire il vero potenziale dei due soggetti. Ad oggi il consiglio potrà fare poco, in quanto non e’ un organo funzionalmente collegato al Presidente. Gli atti monocratici sono scevri da infiltrazioni decisionali e il consesso provinciale ha più funzioni ispettive e di controllo. Se escludiamo l’onere dell’approvazione del bilancio, dei piani e delle pianificazioni, il resto si riduce alla semplice statuizione. Inoltre la stessa non approvazione del bilancio non e’ compromettente per le sorti del Presidente giacché si applicano i poteri di nomina del commissario ad hoc qualora si reiterasse l’ostruzionismo. O anche può prevedersi per via regolamentare l’approvazione con un quorum ristretto non essendovi vincolo o possibilità di decadenza. Quindi non esistono maggioranze o minoranze politiche e ancor più vincoli tra i due organi. Sempre per usare un paragone siamo difronte a due organi separati e distanti, uno assoluto e monocratico l’altro rappresentativo e di ausilio delle attività interne. Mentre l’assemblea e’ un vero e proprio condomino da governare i cui poteri per legge sono limitatissimi: esprime pareri, non vincolanti, approva statuto e regolamenti( con quale quorum e’ tutto un mistero!) e può proporre azioni o fare proposte al Presidente.

Ci saranno assessori o consiglieri con poteri?

Sgombriamo il campo da alcuni ipotesi. Non ci sono gli assessori e neanche i “surrogati”. Nel senso che la delega che può conferire il Presidente, peraltro solo dopo l’approvazione delle Statuto, e’ una semplice organizzazione interna volta ad aiutare, razionalizzare e disciplinare funzioni che unite nella loro complessità sono difficilmente azionabili da un organo monocratico. Ma gli effetti verso l’esterno sono nulli, giacché solo gli atti monocratici del Presidente hanno efficacia diretta e legittimità. Quindi occorrerà scegliere consiglieri che comprendano bene il senso della delega senza prevaricare l’istituto e assumendosi la finalità della stessa: un ausilio organizzativo e di buon andamento dell’esercizio funzionale dell’ente.
Il Presidente può prima dello Statuto, tuttavia, nominare un vice presidente poiché necessario a sostituire lo stesso non tanto negli atti ma nelle occasioni di cerimoniale, rappresentanza e presenza nell’Ente. Si ricordi che il presidente e’ pur sempre un Sindaco quindi appare remota la continua e costante presenza dello Stesso.

Tirando le somme il nuovo ente quanto importante sarà per il territorio provinciale?

Si e’ paragonato l’ente non a caso ad un ventaglio, infatti può limitarsi ad espletare le sue funzioni fondamentali o, grazie al decisionismo del Presidente e l’attenta riorganizzazione delle altre funzioni, può allargare il suo orizzonte a funzioni di rilevanza economica come acqua e rifiuti. La vera sfida e’ li!
Come un ventaglio il nuovo ente se largo potrà offrire al destinatario un sano e lieto vento contro l’asfissia delle riforme improduttive e pasticciate , oppure sarà come il letto di Procuste, ovvero un mortale e conflittuale soggetto strizzato dai veti assembleari, dalle incertezze normative e dalle incomprensioni politiche.

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