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‘Liberalconservatore’ che non ama i cambi di casacca opportunisti e immotivati, l’esponente del partito di Pionati si è definito come “un non politico prestato alla politica”. “Io e Gnerre – ha precisato – agiamo con correttezza. Non cambieremmo la nostra casacca senza validi motivi, come invece fanno o hanno fatto altri personaggi. Ma – e qui viene il ma – qualora l’Adc disattendesse i principi per cui ci siamo avvicinati al partito e qualora alla politica degli slogan non seguisse quella dei fatti, non saremmo noi ad andare via dall’Adc ma al contrario: sarebbe l’Adc ad essersi allontanata da noi”. Ma l’Adc non è solo il partito di Gnerre e di De Angelis perché dell’Alleanza di Centro è anche Enzo Alaia, Presidente del Consiglio Provinciale che con quest’organo, negli ultimi tempi, ha avuto qualche ‘problemino’.
Tutto nasce da una delibera, la n° 52 del 2 ottobre 2009, uno dei primi pomi della discordia della nuova amministrazione di Sibilia. La questione incarichi, che nei mesi scorsi tanto ha fatto discutere dentro e fuori la maggioranza, è stata infatti anche il terreno di battaglia di una querelle tutta interna al partito di Pionati. De Angelis ha infatti ulteriormente chiarito la vicenda, tornando a ‘tirare le orecchie’ ad Enzo Alaia. “Sulla correttezza e la legittimità giuridica dell’atto non ci sono dubbi. Sul riordino dell’organigramma dirigenziale ho avuto modo di riferire in commissione e spero di farlo presto anche in Consiglio. L’art. 64 comma 4 dello Statuto parla chiaro: “Nel corso del mandato amministrativo il Consiglio, di propria iniziativa, o su proposta della Giunta, adegua i criteri e gli indirizzi di politica del personale in relazione al divenire delle esigenze organizzative, alla programmazione delle risorse umane e finanziarie e al fabbisogno di personale”.
Il riordino dei servizi si muove sulle linee della trasparenza e dell’efficacia della Pubblica Amministrazione che i dettami costituzionali prescrivono e che la giunta Sibilia ha sempre voluto garantire a dispetto della personalistica e non oculata gestione precedente. La legge stabilisce tre modi per assumere i dirigenti: per nomina, per colloquio e per titoli ed esami. Noi, abbiamo scelto la modalità del colloquio”. I dirigenti saranno cioè selezionati da una commissione di esperti e docenti, nominata a sua volta dal segretario generale (Andrea Ciccone, avvicendato a Mario Bianchino circa un mese fa, ndr). Ma mettendo da parte i termini del ‘giuridichese’, De Angelis porta alla luce un’altra questione. Quella della legittimità del Presidente del Consiglio ad esprimersi sulla famosa delibera della discordia. “Il Presidente del Consiglio non è un organo di controllo sulla legittimità degli atti perché per quello ci sono il segretario o i revisori contabili o ancora le commissioni, se non addirittura organi esterni come il Tar. Sono questi i soggetti legittimati e non il Presidente che è invece un organo di rappresentanza”.