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“La proposta di legge attualmente in discussione – fa sapere Carlo Caramelli presidente regionale di Cittadinanza attiva – mortifica il diritto all’autodeterminazione dei cittadini, poiché le scelte da loro sottoscritte con le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno riconosciute come vincolanti. Noi chiediamo che venga attribuito valore vincolante alle scelte anticipate di trattamento da parte del cittadino, pur riconoscendo al personale sanitario il diritto all’obiezione di coscienza”. Cittadinanza attiva ha inoltre sottolineato come ad un’importante dichiarazione generale, come quella di voler tutelare la vita anche nella fase terminale, non si sia poi dato seguito nelle politiche sanitarie attraverso uno stanziamento apposito di fondi e una riformulazione dei LEA – Livelli essenziali di Assistenza, rischiando così che questa resti una dichiarazione priva di effettività.