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Ma a tenere banco , in quest’ultimo scorcio di agosto, sono anche le questioni legate al cosiddetto “Processo breve” ed al possibile cambiamento della legge elettorale vigente. In merito il Ministro per l’attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, non ha dubbi: “La legge elettorale non si cambia. Bersani – osserva – non può chiederci questo. Per rilanciare l’Ulivo ha bisogno dei collegi uninominali. Noi dovremmo essere il governo stupido che lo aiuta a cacciarci fuori, per giunta con la legge che da valore marginale alle mafie delle regioni, invase dalla criminalità”. Quindi il leader della Dc si esprime in merito al processo breve, proposta di legge su cui si stanno consumando ulteriori divisioni nel centrodestra, e contestualmente paiono destinate a realizzarsi futuribili alleanze tra il centrosinistra e l’Udc di Casini.” Più che di processo breve si potrebbe parlare di processo giusto – sostiene Rotondi -, una legge che punta ad una durata ragionevole dell’iter processuale. L’auspicio – conclude – è che la tensione di questi giorni tra politica e magistratura trovi un punto di equilibrio in una mediazione possibile”.