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Il gip di piazza D’Armi Riccardi nell’ordinanza parla di “… un immobile che a dispetto del rilevante pregio culturale ed architettonico e del vincolo imposto, sembra davvero essere stato oggetto di bombardamento per il degrado nel quale è stato ridotto”, ma anche che “… la distruzione del complesso monumentale è probabilmente irreversibile”.
Insomma, un quadro di decadimento strutturale e incuria che ha reso necessario il sequestro preventivo anche per una questione legata all’incolumità pubblica. Il capo della Procura avellinese, Angelo Di Popolo, in sede di conferenza ha parlato di “ferita gravissima per la città. La speranza – ha aggiunto – è che questa iniziativa giudiziaria sia da stimolo per chi di dovere affinchè questo patrimonio storico e culturale della città venga tutelato. Ciò è indispensabile per conservare la nostra identità storica”.