![]()
Questa settimana abbiamo indagato nella vita sportiva e politica dell’on. Rosetta D’Amelio, il consigliere Regionale alla guida della Commissione Speciale Politiche Giovanili, Disagio Sociale e Occupazionale, che da sempre si batte per garantire alle nuove generazione un futuro migliore. Al centro della strategia messa in piedi dall’ex-assessore: lo sport, ingrediente fondamentale per la crescita e la formazione culturale dei più giovani.
Consigliere, le piace lo sport, c’è qualche disciplina che pratica nel tempo libero?
A me lo sport in generale piace tantissimo e pratico soprattutto trekking.
Un ricordo che la lega ad un evento sportivo?
Nel 2010 ero presidente dell’Air e mi trovavo a Bologna quando l’Air Avellino vinse la Coppa Italia di Basket, contro la Virtus Bologna. Fu una gioia immensa, perché non eravamo partiti con dei pronostici favorevoli e soprattutto perché quella vittoria portò il nome di Avellino e di tutta l’Irpinia, alla ribalta nazionale. E finalmente per una cosa positiva.
Lo sport non significa solo risparmio sulla salute, ma è anche un mezzo sociale importante, per l’integrazione dei giovani, quali iniziative ha ritenuto opportuno avviare all’interno della Commissione che presiede?
E’ vero! Lo sport è una cosa importante, una cosa seria. Non va relegato in secondo piano, e questo sia nelle scuole che nella vita. Di riflesso, la stessa cosa deve accadere anche nei programmi e nelle iniziative politico-istituzionali, proprio in virtù del fatto che sport è sinonimo di salute, di bellezza, di benessere e di socializzazione. Per quanto riguarda i miei programmi, lo sport gode di centralità. E d’altronde non potrebbe non essere altrimenti, visto che sono Presidente della Commissione speciale Politiche Giovanili. Sono una convinta sostenitrice di una legge Quadro dello sport. Sport e giovani sono due concetti che vanno di pari passo.
Se è vero che lo sport è in grado di unire e integrare, qual è la strada che istituzioni, federazioni, associazionismo e volontariato devono percorrere insieme?
Emanare leggi che diano il giusto sostegno ai giovani che si impegnano nello sport e non lasciarli sempre abbandonati a se stessi. Valorizzare i giovani sportivi e garantire loro delle strutture adeguate e le giuste risorse.
Ogni cittadino, ogni sportivo, quando ha bisogno di qualcosa si rivolge ai Comuni, però, la Legge stabilisce che la competenza dello sport fa capo alle Regioni, quando di fatto, la maggior parte degli impianti sportivi è di proprietà degli enti municipali, come si potrebbe porre rimedio?
Io credo che sia giunto il tempo che la Regione legiferi nel pieno rispetto della propria autorità, trasferendo le competenze amministrative ai Comuni e agli Enti locali. La Regione deve investire di più in strutture sportive, ma deve iniziare a farlo attingendo alle risorse economiche che l’Unione Europea mette a nostra disposizione. Troppe volte la politica non ha sfruttato questi fondi speciali che per periodi limitati ha avuto a disposizione, perdendo spesso grandi opportunità di crescita e di investimenti.
Si parla sempre dello sport come una delle componenti capaci di far decollare la crescita economica, perché poi gli investimenti sono sempre più ridotti?
Perché non c’è la cultura che lo sport è anche valorizzazione del territorio, coinvolgimento sociale e progresso culturale. E’ la mentalità che dovrebbe cambiare.
Che cosa significa per lei cultura sportiva e quali iniziative possono diffonderla?
Scambi culturali, benessere della persona e possibilità di fare sport anche per i soggetti più fragili, donne ed anziani. Lo sport diventa fondamentale soprattutto per le nuove generazioni che crescono in quei territori che sono effettivamente più colpiti rispetto ad altri da grandi problematiche come disoccupazione, violenza e povertà.
Seguirà il campionato dell’Avellino Calcio o della Scandone?
Quando posso cerco sempre di esserci, ma una volta per un motivo, una volta per un altro, non riesco quasi mai; con il cuore, invece, sono e sarò sempre presente.
(di Rosa Iandiorio)