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“Maselli ed altri quattro candidati del PD nell’ultima tornata elettorale alimentano, con una dichiarazione improvvida e di cattivo gusto, un clima di tensione utile solo a chi vuole un congresso provinciale del PD condizionato da veleni. Mi sottraggo a questo gioco al massacro. Solo qualche puntualizzazione in ordine alla frase cha ha offeso gli estensori della dichiarazione e qualche cenno sulla vicenda delle candidature. Il giornalista ha riportato sinteticamente un pensiero più complesso; ma non era mia intenzione sminuire il valore della disponibilità data. Mi riferivo all’insieme ed all’equivoco fatto circolare: l’organismo dirigente non aveva affatto indicato una rosa di eguali da cui attingere (come Maselli vorrebbe far credere) avendo espresso un orientamento – data la specificità della legge elettorale – chiaro e netto sui due candidati da inserire in posizione utile. Il rifiuto romano di accogliere tale indicazione per la parte che mi riguardava è dipesa, con ogni evidenza, da un gioco ad incastri che, con la complicità di chi ha rappresentato il PD campano a Roma, aveva deciso che per Avellino vi dovesse essere uno ed un solo eletto. Questo è ben noto a tutti. Lo è soprattutto a chi ha potuto attingere ad informazioni di prima mano avendo molto frequentato in quei giorni le anticamere romane, nella speranza di un varco in cui infilarsi. Tutti sanno come la mia esclusione non sia dipesa nè da una ragione regolamentare (la assurda condanna per la vicenda del cinema di Lioni), nè per un’inesistente lacerazione dei DS irpini. Queste, che peraltro Maselli rilancia anche nella dichiarazione, sono bugie servite a mestare nel torbido con lo scopo evidente di mortificare la rappresentanza dei bassoliniani per colpire l’intera anima ex DS del PD. Se l’Irpinia non ha avuto un deputato non dipende, quindi, da nessun irrigidimento sulla candidatura D’Amelio: essa poteva benissimo essere sostituita con un’altra. Ma siccome la sostituzione non poteva che riguardare una altra candidatura di provenienza diessina, a molti ha fatto comodo inventarsi la ‘storiella’ dell’irrigidimento. Se di responsabilità ‘irpine’ nella perdita di un deputato bisogna parlare, occorre riferirsi a chi queste bugie le ha propalate offrendo una foglia di fico alla manovra condotta tra Roma e Salerno. Infine sulla rappresentatività. Maselli è un buon esperto di ‘nomine’. Cosa altro è stata infatti la sua unica vera esperienza elettorale. Ne è eloquente riprova il come non abbia determinato sfaceli la decisione di sostituirlo da parte degli stessi che lo avevano voluto – come i dati congressuali successivi della Margherita hanno eloquentemente dimostrato -. Ha provato a misurarsi anche dopo le primarie di ottobre; i risultati stanno ad indicarne il peso. Chi scrive, prima di essere ‘nominata’ si è misurata in ben quattro confronti elettorali che l’hanno eletta sindaco di Lioni due volte e la terza l’hanno portata a contribuire in modo determinante all’elezione del sindaco attuale. E comunque non intendo certo sottrarmi, se me ne sarà offerta l’occasione, a nessuna verifica futura. Mi sorge un solo dubbio: non è che l’insistenza su nomine ed incarichi sia il lapsus di chi da anni si propone per ogni ruolo e vive la mortificazione della scarsa considerazione ed anche il malcelato fastidio per le sue autocandidature?”.