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D’Amelio: “Il Pd non è un autobus da cui si può scendere e salire”

Avellino – Rosa D’Amelio è in pieno tour elettorale attraverso le mille realtà della provincia. Candidata alle Regionali del 28 e 29 marzo nelle fila del Pd, ex Assessore alle Politiche Sociali nella giunta Bassolino, la D’Amelio, che in quanto candidata del Partito Democratico sostiene Enzo De Luca, per la ‘Campania che sarà’ preferisce parlare più che di novità di buon governo.

Come procede il tour elettorale nella provincia? Quali sono le sensazioni, le suggestioni che può ricavare dal contatto diretto con le persone che sta incontrando?

“Mi posso dire molto soddisfatta di questo tour elettorale per il rapporto continuo che è possibile instaurare con la gente, per le strade così come nei mercati. Al mio fianco ci sono tanti giovani, che girano con il mio camper per i comuni della provincia distribuendo il materiale elettorale e facendo conoscere il mio programma alle persone”.

In occasione della presentazione dei candidati Pd, ha parlato di una campagna elettorale del “noi” e non dell’ “io”. Com’è possibile realizzare una simile idea?

“Posso dire di averla già realizzata. In quanto sindaco di Lioni per due mandati, assessore regionale alle politiche sociali etc… la politica del “noi” si realizza attraverso il contatto con la gente, instaurando un reticolo di fiducia e creando percorsi per la realizzazione della dignità sociale. Il mio “noi” è rivolto alla società civile, alle persone in carne e ossa, le vere destinatarie del mio impegno”

In quanto candidata donna, quali sono i rilievi che si sente di fare sulla questione femminile in Irpinia in vista di una data simbolica come l’8 marzo?

“Mai come quest’anno, questa data riveste un più importante significato. I livelli occupazionali femminili in provincia sono in picchiata, i servizi sociali a supporto delle donne lavoratrici stentano a decollare con il risultato che tutto, lavoro e cura della famiglia, continua a ricadere sulle spalle delle donne. È da quando ho 16 anni, che conduco la mia battaglia a sostegno delle donne irpine e tante sono le idee che ho in mente per il mondo femminile”.

Una sua battuta sulle illustri diaspore che hanno interessato il Pd negli ultimi tempi: Biazzo e Aufiero prima, la Giova poi. Che cos’è che non funziona nel partito?

“Quello che posso dire è che io credo fino in fondo nel progetto Partito Democratico che considero l’unica speranza contro lo destra di Cosentino (che Caldoro o non Caldoro sarebbe il vero governatore della Regione, secondo la D’Amelio, ndr). Chi ha deciso di abbandonare il Pd lo ha fatto perché forse non credeva nel progetto che esso rappresenta, perché lo considera come un autobus dal quale si può scendere e salire a seconda del proprio tornaconto personale. Io crederò fino in fondo nel Partito Democratico, la considero una questione di coerenza”.

Come in ogni periodo elettorale che si rispetti, si innesca un tritacarne mediatico di dati e sondaggi che danno questo o quel candidato in vantaggio o svantaggio sugli avversari. L’Istituto Crespi qualche giorno fa dava Caldoro al 53% e De Luca al 47, oggi SpiCom riporta un gap di soli 2 punti.

“Non credo che la campagna elettorale si debba esaurire nel mero sondaggio pre elettorale. È vero anche però che questi dati hanno il loro valore e se così è posso dirmi tranquilla. Qualche tempo fa De Luca era dato 20 punti al di sotto di Caldoro e giorno dopo giorno il divario sembra diminuire. Sono sicura che così continuando, nel giro di 20 giorni il nostro candidato Presidente lo supererà di 4/5 punti percentuale”.

A proposito di De Luca e Caldoro. Perché la cosiddetta ‘novità’ di cui tanto si parla, dovrebbe essere rappresentata dal sindaco di Salerno piuttosto che dall’ex Ministro di Berlusconi?

“Più che di novità preferisco parlare in termini di ‘buona amministrazione’. Enzo De Luca è una garanzia di capacità amministrativa, lo dimostrano i risultati che ha raggiunto in 15 anni alla guida del governo della Città di Salerno. Tutto ciò che è rimasto di buono in Regione risiede nel centro sinistra mentre la controparte è solo il risultato di un’accozzaglia politica che va dall’Udeur di Mastella all’Udc di De Mita”.

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