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D’Amelio e Foglia: una legge per il riutilizzo dei suoli industriali

La crisi industriale che ha colpito il Paese e che ha devastato alcune aree del Mezzogiorno, sta travolgendo anche l’ intero l’apparato industriale costruito con immensi sforzi lungo l’arco di decenni. Uno dei paradossi che accompagna la crisi è che immense aree industriali diventano cimiteri di fabbriche dismesse senza che la mano pubblica possa rientrare in possesso della disponibilità di quei suoli prevedendo una loro riutilizzazione in un quadro di reindustrializzazione possibile. A questa contraddizione la proposta di Legge presentata dai consiglieri regionali Rosa D’Amelio, Giuseppe Russo, Pietro Foglia intende porre rimedio introducendo nella legislazione regionale meccanismi che favoriscano la riutilizzazione dei suoli e dei reliquati per nuove iniziative industriali. Ciò può essere possibile, secondo i relatori del provvedimento, “o attraverso il parere obbligatorio e vincolante dell’ASI alla loro cessione sulla base di vincolanti programmi industriali o attraverso la loro ri-acquisizione a prezzi che tengano conto che originariamente gli stessi erano stati ceduti per valori assolutamente non di mercato e che, nella quasi totalità dei casi, non tenevano in alcun conto delle opere di urbanizzazione”. Senza tener conto – evidenziano – che il loro costo di acquisto aveva usufruito di generosi contributi pubblici in conto capitale. Poiché parti del territorio regionale sono stati oggetto nel passato di massici investimenti nella infrastrutturazione dei suoli industriali anche con fondi straordinari la normativa prevista per le aree ASI si ritiene possa essere allargata anche a queste fattispecie”. Sono esclusi dal provvedimento i suoli, ancorché localizzati in aree ASI o in aree PIP, la cui acquisizione originaria fosse avvenuta attraverso libera contrattazione tra le parti a prezzi di mercato. In caso di cessazione dell’attività produttiva di aziende che avevano beneficiato della concessione da parte dell’ASI di suoli che erano stati acquisiti attraverso procedure espropriative, la legge la dispone che la cessione a soggetto terzo dell’immobile e delle sue pertinenze avviene previo parere positivo espresso dall’ASI competente su un piano industriale di insediamento di attività sostitutiva. La cessione resterà vincolata inoltre alla realizzazione dell’iniziativa sostitutiva nei tempi previsti nel piano industriale validato dall’ASI e decorsi inutilmente 24 mesi dalla cessazione dell’attività produttiva senza che la stessa sia stata ripresa, le ASI competenti per territorio saranno abilitate ad acquisire i suoli ed i reliquati industriali su essi insistenti attraverso procedura espropriativa. Per finire, le norme ASI relative all’assegnazione di suoli industriali, dovranno prevedere, sotto pena di nullità degli atti di cessione, che i suoli ceduti per iniziative industriali, dopo ventiquattro mesi di inattività dell’azienda su di essa insediata, rientrino nella piena disponibilità dell’ASI stessa per la loro assegnazione per nuovi programmi produttivi ad altre aziende richiedenti, previo ristoro all’originale assegnatario o chi a questo sia subentrato nel titolo di proprietà dell’azienda, delle sole somme a suo tempo corrisposte per la cessione dei suoli, maggiorate dell’interesse dell’1% annuo.

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