
Avellino – Gli industriali non chiedono ulteriori finanziamenti, ma una sinergia che coinvolga i sindacati per intavolare un discorso di sviluppo reale per l’Irpinia attraverso i fondi 2007/2013. La richiesta è stata avanzata, oggi, durante un incontro che si è tenuto presso la sede dell’Unione degli Industriali di Avellino guidata da Silvio Sarno. Affiancato dal direttore di Confindustria Giacinto Maioli, Mario Melchionna della Cisl, Antonio Festa della Uil, Antonio Di Stasio della Cgil, il presidente degli industriali ha lanciato l’allarme: “in Irpinia mancano le infrastrutture necessarie alla crescita. Emergenza sancita da dati che non lasciano ben sperare per il futuro. In un dossier, corredato da dati e numeri, Sarno ha presentato il quadro della situazione: “Rispetto alla programmazione europea non c’è traccia di richieste di finanziamento per la rete autostradale per la Contursi–Lioni-Grottamindarda, per l’alta capacità ferroviaria e per il potenziamento delle linee esistenti. Come non c’è traccia di richieste per le infrastrutture immateriali come la banda larga di cui le aziende hanno tanto bisogno per agire localmente e pensare globale. Per il momento per la provincia di Avellino, al nucleo di valutazione su i fondi Por, risultano essere stati presentati solo due progetti uno per quanto riguarda un parco etologico e l’altro per la ristrutturazione di una chiesa”. Sarno, sostenuto anche dai rappresentanti sindacali, ha ribadito che senza linee guida e senza le direttive di una cabina di regia, la provincia di Avellino rischierà di cadere nel baratro. “I Comuni si affrettano a presentare progetti per infrastrutture – continua il numero uno degli industriali – mentre la Provincia insegue idee diverse di sviluppo come l’enogaostronomia ed il turismo. Idee che possono essere anche valide, ma che cancellano ogni idea di sviluppo industriale e le prospettive di decollo economico del territorio”. Durante l’assemblea è stata rimarcata, nuovamente, la necessità di un tavolo di concertazione tra i vari soggetti provinciali e comunali, potenziali artefici dello sviluppo.