“Avverto il dovere di restare accanto ai giovani della mia città, che devono avere il piacere di viverla e la possibilità di restare”. Parte da qui la riflessione del professor Pellegrino Caruso, candidato nella lista del Movimento 5 Stelle alle amministrative di Avellino a sostegno del candidato sindaco del campo largo Nello Pizza. Docente al Convitto Nazionale “Pietro Colletta”, Caruso lega il suo impegno politico alla scuola, alla cultura e alla necessità di restituire centralità alle nuove generazioni in una città che, a suo dire, negli ultimi anni ha perso attrattività e prospettiva. “È il tempo di restituire Avellino alla sua dignità di cittadina a misura d’uomo – spiega – dove siano garantiti servizi di trasporto adeguati e assistenza alla persona in tutte le fasi della vita”.
Figlio di insegnanti, Caruso richiama l’eredità culturale di Francesco De Sanctis, figura profondamente legata al Convitto Colletta: “Ho sempre amato la scuola e porto con me l’insegnamento di De Sanctis. Amo e rispetto i miei alunni e vorrei avere la stessa cura per tutti i ragazzi della città”. Da qui nasce anche una delle proposte simboliche avanzate dal candidato pentastellato: organizzare il prossimo 14 settembre, nell’anniversario del bombardamento di Avellino e in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico, una grande manifestazione cittadina dedicata ai giovani. “Vorrei vedere tutti i ragazzi della città in piazza per bombardare stavolta l’amministrazione di idee”, afferma.
Ma Caruso insiste anche sul ruolo della cultura come motore di rinascita civile e amministrativa. “Avellino è stata per anni serbatoio di idee e di grandi figure politiche, ma ha esitato nel creare una nuova classe dirigente. È il momento di recuperare il talento di ciascuno per il successo di tutti”.
Caruso racconta anche l’esperienza di “Nova”, il percorso partecipativo promosso dal Movimento 5 Stelle per la costruzione del programma politico nazionale. “È stato un onore coordinare il tavolo sulla scuola – sottolinea – ragionando su una formazione sempre più aderente alla vita reale”.
Il professore allarga poi il ragionamento ai luoghi simbolo della cultura cittadina: dalla Dogana all’Eliseo, dal Victor Hugo al Casino del Principe, fino al Circolo della Stampa e al Centro Guido Dorso. “Gli eventi vanno messi in rete e calendarizzati bene, senza ridursi a operazioni di facciata”, osserva.
Non manca una critica allo stato delle infrastrutture cittadine e provinciali: “Avellino deve tornare appetibile, ma servono servizi e collegamenti sicuri. Sono stanco della superstrada per Salerno con una galleria a doppio senso pericolosissima e di una stazione ferroviaria abbandonata, da cui negli anni Novanta partivano ancora treni per Milano”.
Infine il richiamo all’Irpinia come terra di cultura e pensiero europeo: “Nella nostra provincia si sono formate grandi menti. Penso a Giuseppe Vedovato e al suo ‘Amor libri’: è la cultura che smuove il pensiero e favorisce l’azione”.
