Dalla Figc: nessuna attinenza tra calcio e Sla

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Il Professor Mario Sabatelli, neurologo del Policlinico Gemelli di Roma, ha spiegato i risultati conseguiti da un gruppo di ricercatori italiani impegnati a studiare la SLA: “Dopo otto mesi di lavoro abbiamo trovato il meccanismo che provoca la SLA. Individuato uno dei meccanismi che genera la malattia, dovremo impegnarci ulteriormente anche dal punto di vista economico per trovare la terapia più efficace”.

Nessuna relazione tra calcio e Sla anche se l’abuso di farmaci non può essere assolutamente escluso dai fattori della patologia. Lo dice uno studio Figc. “Il calcio non fa venire la Sla, serve una forte predisposizione genetica e un’interazione con l’ambiente”. Così il professor Paolo Zeppilli, coordinatore della commissione scientifica della Figc, esclude che l’attività del calciatore possa causare la Sclerosi laterale amiotrofica. Lo studio è pubblicato sulla rivista inglese ‘Human Molecular Genetics’.

Un punto di partenza importante, con la Figc che è intenzionata a continuare nel finanziamento della ricerca, che necessita di ulteriori step: “Siamo solo al primo piano – afferma Zeppilli – abbiamo dimostrato l’interazione tra ambiente e genetica, ora dobbiamo replicare lo studio, creare un modello sperimentale su animali cavie e infine trovare una terapia farmacologica per rallentare, fermare o addirittura far regredire la malattia. La strada è ancora lunga, ma oggi è una giornata che segna una svolta epocale”.

Lo studio condotto dal professor Sabatelli non è ancora in grado di escludere che l’abuso dei farmaci possa interagire sui recettori, così come accade con la nicotina; però un punto è chiaro, come ha ricordato Mario Melazzini, direttore Dh oncologico Ircss Fondazione Maugeri di Pavia: “Non è vero che la percentuale di calciatori colpita da SLA sia la più alta in assoluto, le categorie più toccate dalla malattia sono quelle degli agricoltori e dei meccanici saldatori. Questa scoperta può essere una svolta epocale: ora bisogna fare presto, anche se nella ricerca pochi anni equivalgono a giorni. Grazie al calcio e alla Figc abbiamo raggiunto i primi risultati, dobbiamo utilizzare il calcio come volano per stimolare la ricerca”.

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