È in fase di redazione un regolamento comunale per rendere le manifestazioni pubbliche di Avellino “plastic free”. Ad annunciarlo è la vicesindaca con delega all’Ambiente, Anna D’Aliasi (M5s), che sta lavorando anche alla costituzione della Consulta ambientale e all’individuazione dei luoghi in cui installare telecamere per controllare i punti di maggior sversamento illegale di rifiuti, purtroppo sempre più spesso a ridosso dei corsi d’acqua. L’ultima manifestazione presentata, legata alla birra artigianale, sarà una sorta di evento pilota: al posto della plastica verranno utilizzati materiali compostabili, e sarà verificata anche la risposta dei cittadini rispetto a questo cambiamento di abitudini, in chiave Tari. “Se vogliamo mettere un punto alla plastica, che provoca un danno ambientale molto grande, anche a costo di avere costi leggermente maggiori utilizzeremo materiale compostabile”, spiega D’Aliasi.
Nei piani della vicesindaca c’è anche una campagna di sensibilizzazione attraverso la app Junker: “È nostra intenzione iniziare una vera e propria propaganda, dicendo ai cittadini di scaricare l’applicazione completamente gratuita Junker, che ti dà la possibilità di vedere esattamente dove deve essere collocato ogni materiale che utilizziamo tutti i giorni. Poi ci saranno una serie di attività che porteranno il cittadino ad avere una percezione sempre più ampia di come differenziare, perché il nostro compito è quello di diminuire l’indifferenziato, ridurre i costi e quindi far sì che il cittadino possa avere una Tari minore”.
Nel prossimo consiglio comunale sarà portata anche la costituzione della Consulta ambientale di palazzo di città, con l’obiettivo di agire su più fronti per diminuire l’inquinamento, compreso quello dei corsi d’acqua. “Ci sono sempre più plastiche all’interno dei fiumi, sempre più materiale che viene gettato, e stiamo cercando di lavorare anche attraverso l’installazione di qualche telecamera”, conclude la vicesindaca. “Adesso vediamo bene dove inserirla, affinché non ci sia più la persona che va e getta in maniera sproporzata materiali che rischiano di far ammalare tutti quanti noi”.

