D’Addesa (Idv): “Bassolino e De Mita rappresentano l’ancien regime”

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Avellino – “Le elezioni regionali del 2010 in Campania sono ormai da tempo nell’agenda politica dei partiti ed il problema che si pone all’attenzione di tutti in maniera forte è quello delle alleanze all’interno dei due schieramenti. Tutto ruota intorno alla collocazione ed al ruolo dell’Udc che in Campania è incentrato su un sistema di potere rappresentato ed incarnato da Ciriaco De Mita ed è qui la peculiarità del nodo alleanze nella nostra Regione. Seppur divisi da posizionamenti opposti in varie Province campane si assiste ad ammiccamenti molto chiari tra l’area Pd di Bassolino e l’Udc di De Mita e ciò ovviamente non può essere la cosa giusta da percorrere in tema di alleanze future”. Così Erminio D’Addesa, esponente dell’Idv provinciale che continua: “La Campania non può essere prigioniera di questa logica perversa della politica che per tantissimi anni ha imbrigliato le istituzioni ed i territori creando solo disastri come quello ambientale ed in primis il problema dello smaltimento dei rifiuti e delle discariche e quello della sanità, ormai commissariata, che è stato il terreno di coltura delle clientele e quindi della costruzione del consenso del bassolinismo e del demitismo. Bassolino e De Mita rappresentano l’ancien règime che va messo da parte ma che purtroppo è ancora sulla breccia visto la serie stratificata di tentacoli a livello di governo e sottogoverno che hanno impiantato in tanti lustri di gestione del potere. Quale differenza si è notata nel modo di gestire la sanità in Campania durante l’Assessorato Montemarano mentre questi era nelle schiere demitiane e dopo il passaggio al Pd? Non si è notata alcuna differenza perché quello è il modo utilitaristico di concepire la politica sanitaria, e non solo, nei territori irpini e campani. E come non evidenziare il caso del potentissimo Assessorato Regionale alle Attività Produttive ed all’Agricoltura retto da Andrea Cozzolino, bassoliniano doc e neo-parlamentare europeo; unico caso forse in Italia dove, a livello regionale, queste materie erano unificate in un unico assessorato. L’Italia dei Valori per le elezioni regionali dell’anno prossimo deve portare avanti la battaglia per il rinnovamento radicale con programmi e con donne ed uomini nuovi. Le riverniciate non vanno bene. E’ necessaria una ristrutturazione approfondita ed allargata dell’edificio politico ed istituzionale della Campania ed in mancanza di vere novità da parte del Pd sarebbe opportuno percorrere la strada di un’alleanza con le forze del centrosinistra alternativo per gettare le basi per la costruzione di un vero cambiamento politico specialmente nell’interesse dei popoli e dei territori delle aree interne.
La speranza è che ovviamente i cittadini campani facciano la loro parte anche se tanti anni di diseducazione politica hanno abituato gli stessi a darsi un padrone dal quale ottenere favori e concessioni in cambio di un consenso dopato alimentando così un sistema politico perverso che tanto male fa e ha fatto all’Irpinia ed al Meridione in generale.
Ancora oggi tanti Carlo Pisacane vengono eliminati dalla scena politica, certamente non con i forconi ma con il voto democraticamente espresso, mentre vengono premiati le forze dell’arretratezza culturale e politica che perseguono il consolidamento di un potere personale e che niente fanno per gettare le premesse per la creazione di infrastrutture, lavoro e sviluppo necessari ad evitare la catastrofe sociale ed economica del Meridione”.

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