Provincia – In riferimento a quanto affermato in varie trasmissioni televisive e su vari quotidiani dal prof. Giovanni de’ Medici, riguardo i siti di stoccaggio dei rifiuti quali Vallesaccarda, Vallata, Lacedonia, Bisaccia ed Andretta, “…si precisa che de’ Medici ha agito autonomamente in quanto non ha ricevuto incarico professionale da alcuna istituzione: Regione, Provincia, Comune, Commissariato, etc. Lo stesso ha indicato, su tutta la Regione Campania, solo quattro siti che ricadono esclusivamente nell’Alta Baronia e nell’Alta Irpinia, dove sono presenti, a suo dire, situazioni territoriali ideali per poter creare mega- discariche”. È quanto si apprende da una nota a firma del presidente del Consiglio di Palazzo Caracciolo, Erminio D’Addesa che continua: “Lo stesso ha fornito una visione discriminatoria di queste aree definendole marginali, arretrate, senza alcun valore agrario e prive di popolazione. Tale visione oltremodo offensiva per l’Irpinia e soprattutto per la popolazione ivi residente è maturata nell’Assise di Marigliano che fa capo all’avvocato Marotta. Il Formicoso è un territorio dove sono presenti tante aziende agricole e zootecniche che forniscono prodotti di qualità, specialmente in campo, caseario famosi a livello nazionale. Quasi tutte queste aziende hanno usufruito di finanziamenti con fondi europei e quanto pensato dal professore in questione, se preso in considerazione, sarebbe una sciagura per l’economia del territorio. Sempre il prof. de’ Medici ha affermato che il sito in questione è già interessato dagli impianti eolici e pertanto la creazione di una mega-discarica non avrebbe comportato alcun problema al territorio. La città di Napoli e la fascia costiera già beneficiano dell’acqua irpinia per far fronte al proprio fabbisogno idrico e quindi si cerca di continuare in questa politica di colonialismo territoriale. Per quanto riguarda i rifiuti bisogna agire nell’ottica della provincializzazione e quindi ogni provincia deve risolvere la questione autonomamente implementando la raccolta differenziata spinta che deve essere imposta ai cittadini in maniera rapida e combattendo nel contempo le infiltrazioni criminali in questo settore. Non bisogna dimenticare che l’Irpinia ha già dato e tanto per fronteggiare il problema rifiuti, infatti la discarica di Difesa Grande di Ariano Irpino per anni è stato lo sversatoio regionale, dove Napoli e zone limitrofe venivano a scaricare i propri rifiuti. La Provincia di Avellino sta operando nell’ottica del raggiungimento dell’autonomia provinciale nel campo dei rifiuti ed in tal senso il Consiglio Provinciale ha deliberato. Il territorio provinciale è aperto a forme di solidarietà con altri territori (vedi il CdR di Pianodardine) ma respinge fortemente imposizioni illogiche ed offensive da parte di chi non ha fatto niente e non fa niente per alleggerire la problematica dei rifiuti. Le istituzioni napoletane ed i napoletani stessi devono capire che per uscire dalla crisi rifiuti devono operare una revisione dei propri comportamenti e delle proprie abitudini in questo campo facendo partire –soprattutto- il sistema della raccolta differenziata”.
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