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Il progetto prevede la riconversione del fabbricato e il cantiere potrebbe partire già in estate come ha spiegato Pasqualino Capoluongo, presidente della Cooperativa: “Il progetto di ristrutturazione vede le proprie basi da un fondo di 470mila euro. Sinora, sui terreni confiscati alle mafie si sono realizzate cooperative di tipo agricolo. Oggi diamo un segno tangibile ad una comunità che ha vissuto per anni un clima di paura e violenza, portando a Quindici qualcosa di nuovo, ovvero dignità e lavoro. I quindicesi si aspettano risposte serie perché vogliono sapere se questa cooperativa possa portare a termine il proprio lavoro. In questi due anni tanti non hanno fatto mancare il loro sostegno, tanti hanno sperato invece in una nostra sconfitta non comprendendo che a uscire sconfitto sarebbe solo lo Stato. La nostra esperienza credo possa essere da esempio per gli altri 26 beni confiscati in Irpinia”.
Così invece Antonio Amato: “Ora servono i fatti per non rendere vani gli eccellenti risultati conseguiti dalle forze dell’ordine. Gli esempi di ri-gestione dei beni confiscati sono ancora pochi perché spesso si preferisce ri-vendere quei beni. Ma questo deve costituire un fatto eccezionale, le istituzioni si devono impegnare in questo senso”.