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Tracciato anche l’identikit del latin lover cybernautico: si tratta di un fenomeno che riguarda prevalentemente i maschi, eterosessuali, dai 33 ai 55 anni. Ma crescono le richieste di aiuto da parte dei giovani dai 18 ai 35 anni.
Dall’identikit dei “malati di cybersex” e del più generico popolo dei drogati di Internet, emerge anche che “…nel 76 per cento si tratta di uomini, sposati nel 60 per cento dei casi e separati nel 13 per cento, capaci di passare da 11 a 35 ore a settimana incollati al pc. Ci si connette spesso durante le ore lavorative, ma i file di interesse vengono scaricati di notte, a casa. Inoltre, per lui il 33 per cento delle relazioni virtuali sfocia in incontri reali. Una percentuale molto inferiore a quella totalizzata dalle donne”. Questo vuol dire che lei sul web “cerca comunque un aggancio per una storia reale, mentre lui è più virtuale. Sfrutta la Rete per relazioni che non lo costringano ad affrontare la paura di un rifiuto”, e tutti i rischi di una relazione “in carne e ossa”.