E’ scontro nella Cti/Ati tra la Uil trasporti e la dirigenza dell’azienda avellinese. Dopo la denuncia di “manovre” poco chiare, rispetto alla gestione del personale e di promozioni ingiustificate, la querelle si afa più spinosa. “Ci giunge – fanno sapere con una nota dalla segreteria provinciale della Uil Trasporti – una nota a firma del signor Giuseppe Amoroso, impiegato presso la Cti/Ati come addetto all’esercizio, che lamenta forzature da parte dell’azienda per indurlo alla quiescenza, nonostante sia nella condizione di poter restare in esercizio. Il signor Amoroso, infatti, non ha raggiunto l’età anagrafica per il pensionamento, ma ha soltanto maturato la copertura contributiva. Il lavoratore ha, tra le altre cose, esternato in più di un’occasione la volontà di restare in esercizio come previsto dalle normative vigenti. Amoroso, ascoltato anche dal vivo da questa organizzazione sindacale, in merito alle dichiarazioni fatte, non solo ha confermato quanto scritto, ma anche aggiunto che il direttore generale dell’Azienda, più volte messo al corrente della disponibilità del lavoratore, ha, in una precisa occasione, più volte manifestato il suo dissenso, al punto da arrivare a dire al dipendente di dover esternalizzare i servizi aziendali, e proporgli un declassamento come conducente o un trasferimento ad Unico Campania, se conferma di voler restare in servizio”. Per il sindacato si tratta di una situazione “grave e incresciosa”: “Soprattutto considerati i precedenti episodi che riguardano il personale – si legge ancora nella nota dell’organizzazione di categoria – . All’epoca della ristrutturazione dei servizi dell’Azienda, la Uil-Trasporti, su segnalazione degli addetti, infatti, aveva già fatto notare alla dirigenza le discrasie emergenti dall’applicazione pratica di un lavoro teorizzato a tavolino. Ma in un incontro con l’amministratore unico della Cti/Ati, lo stesso ci comunicava di ritenere del tutto infondati i timori espressi circa avanzamenti e modifiche di status dei dipendenti. Ma solo qualche tempo dopo la D.G. con un ordine di servizio (datato 8-11-11), contraddicendo il suo amministratore unico, affidava mansioni superiori a due unità, motivate dalla necessità di controllare il personale “indisciplinato”.
Di qui un più generale monito sull’intero progetto di ristrutturazione del sindacato: “Alla luce di quanto sta accadendo al signor Amoroso, la Uil trasporti sentendo è costretta a confermare che, all’epoca dei fatti richiamati, sentendo puzza di bruciato, pur non chiamando i pompieri, lanciò un forte grido d’allarme che rimase inascoltato. Oggi possiamo ribadire che il progetto di ristrutturazione proposto e applicato dall’azienda risulta fortemente poco chiaro”.
Redazione Irpinia
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