Provincia – Sarà il vertice di oggi a confermare quanto più volte trapelato nel corso degli incontri a Palazzo Caracciolo. Dopo mesi di trattative, annunciati stravolgimenti in Giunta e equilibri da recuperare, l’Esecutivo di Piazza Libertà riparte da dove aveva lasciato. La ferma volontà di Rifondazione Comunista di non voler cedere la presidenza del Consiglio ha ‘costretto’ la presidente De Simone a lasciare immutato, o quasi, l’assetto del Governo. Staffetta a tre per il Pdci: al posto dell’assessore Cicchetti subentra Antonio Petoia ‘rimpiazzato’ a sua volta da Antonio Ranaudo. Rifondazione Comunista riconferma Erminio D’Addesa a capo dell’assise provinciale, come pure l’Udeur la vicepresidenza di Rossella Grasso e l’assessorato di Lo Conte. Il Fiorellino riposiziona i suoi quattro dimissionari lasciando aperto il discorso deleghe. Se per Vincenzo Alaia non si profilano cambiamenti relativamente al suo assessorato (Agricoltura), per il neo sindaco di Calitri, Giuseppe Di Milia, è pressoché certa una nuova collocazione. Saranno, dunque, Emilio Ruggiero e Eugenio Salvatore a contendersi l’incarico ai Lavori Pubblici. Sul fronte Verdi, il segretario provinciale Gianluca Festa ha sottoposto all’attenzione della presidente De Simone la rosa di nomi dalla quale dovrà uscire il successore di Zecchino: Walter De Pietro, ex sindaco di Bonito e vice presidente provinciale del Sole che Ride, Donato Di Zenzo e Franco Perone. Un avvicendamento, quello in casa Verdi, che non trova impreparato l’assessore alle Politiche Sociali Marcello Zecchino. In diverse occasioni, infatti, la dirigenza provinciale di Piazza Garibaldi aveva manifestato l’intenzione di allargare il raggio d’azione del partito sul territorio per consentirne una maggiore visibilità. Insomma, nessuna bocciatura dell’operato Zecchino, solo la necessità di garantire un’alternanza politico-amministrativa all’interno del parlamentino provinciale. La crisi, dunque, sembra arrivata davvero al capolinea… anche se la scadenza del 27 giugno (data in cui il Consiglio di Stato si pronuncerà sul caso Sdi) potrebbe rimescolare ancora una volta le carte in tavola. (Marianna Morante)
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