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I problemi a giudizio del Partito Pensionati per l’Irpinia, sono ben altri . “La continua perdita di posti di lavoro – ha continuato de Lieto – la disperazione di chi è privo di ammortizzatori sociali, le piccole e media attività commerciali, industriali ed artigianali che chiudono i battenti, il disagio sociale che cresce giorno dopo giorno, a cui non si danno risposte: questi sono i problemi veri a cui è necessario dare soluzione. La crisi economica della nostra terra, si inquadra in una crisi più generale della realtà meridionale. Il gap fra nord e sud cresce sempre più e si parla di un partito del Sud proprio in relazione ad una presunta politica ‘milanocentrica’, che privilegerebbe il Nord del Paese a scapito del Sud. In Parlamento, deputati e senatori meridionali sono in gran numero, ma come hanno difeso gli interessi della loro terra? Si sono opposti in Parlamento a leggi che penalizzano il meridione o hanno disciplinatamente votato secondo gli ordini delle segreterie dei loro partiti? Per decenni si sono riversati sulle regioni meridionali somme enormi: è lecito chiedersi come sono state impiegate, quali risultati durevoli la nostra classe politica è stata capace di produrre: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Le enormi risorse economiche che lo Stato ha investito nel Sud, Irpinia compresa – ha concluso de Lieto – avrebbero dovuto creare un tessuto economico solido e duraturo, capace di dare risposte vere alla nostra gente ma così non è stato. Serve un partito del Sud?”. Serve, piuttosto, a giudizio del Partito Pensionati per l’Irpinia, “… cambiare radicalmente la classe dirigente”.