
Avellino – Occorre rinnovare il contratto integrativo per il Gruppo Fiat entro la fine dell’anno. È il ditkat imposto dai delegati del gruppo Fiat (Iveco e New Holland, ndr) , sigle sindacali e rappresentanti di tutte le aziende del Mezzogiorno (Cassino, Melfi, Pomigliano d’Arco, Termoli, ndr). Presenti anche esponenti della Fma di Pratola Serra e della Irisbus, aziende interessate direttamente dalla nuova piattaforma integrativa targata Fiat che sarà approvata a livello nazionale il prossimo 8 ottobre a Roma. Molte le questioni poste sul tavolo delle trattative: aumenti salariali, incremento del premio di produzione e di risultato, sicurezza, tutela ambientale, flessibilità degli orari di lavoro e lavoro precario. “Purtroppo – spiega Nino Altieri, segretario provinciale della Uilm – la Fiat naviga in cattive acque, ma questo è un fattore già noto. Il gruppo è in forte difficoltà e nell’ultimo periodo analizzato il calo delle vendite si è attestato ad un -30 per cento”. Dall’incontro romano della prossima settimana potranno emergere importanti novità anche per le maestranze dello stabilimento-satellite Fiat di Pratola Serra, uno dei maggiori centri di produzione del centro-sud. “L’elaborazione della piattaforma – continua Altieri – riguarderà da vicino i dipendenti del polo avellinese attualmente interessati ad uno stop di due settimane di cassa integrazione mensile. Cerchiamo di convergere in posizioni che possano accontentare sia le sigle sindacali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic che i lavoratori. Ovviamente con particolare interesse è vista la questione dei tanti dipendenti precari che anche da molti anni attendono la stabilizzazione”. Ma per sperare in qualche spiraglio di luce bisognerà temporeggiare fino alla fine di ottobre, dopo il ciclo di consultazioni avviate nelle fabbriche collegate alla Fiat presenti su tutto il territorio. “Non sarà facile unire la voce degli operai e le aspettative dei vertici sindacali – chiosa il segretario della Uilm – ma siamo ottimisti e fiduciosi nella collaborazione di tutti. C’è disponibilità al dialogo e al compromesso, l’importante è rilanciare la produzione ed assicurare il lavoro ai tanti dipendenti che oggi a malapena arrivano a fine mese”.