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Di qui la dura critica dell’ex segretario della Cgil alle attuali politiche del governo centrale, in particolare i tagli alla scuola, all’università ed alla ricerca, e l’appello alle istituzioni affinchè vi sia un forte intervento pubblico in relazione alle infrastrutture: “Come è possibile che in un momento di crisi come questo vengano negati dal Cipe i fondi per le infrastrutture strategiche al Sud? – ha chiesto provocatoriamente – E’ a mio avviso il segnale del fatto che non si comprende che in tali frangenti si può ripartire proprio dalla progettazione di strade ed assi di collegamento”.
Duro, poi, l’affondo sulle ultime vicende nazionali: “Rispetto ai gravi problemi che assillano i lavoratori ed i ceti deboli – ha dichiarato – il nostro paese continua ad offrire uno spettacolo indecente”. E proprio per questo, il segretario uscente della Cgil ha infine rilanciato le ragioni della manifestazione nazionale del sindacato indetta per il prossimo 27 novembre a Roma: “Siamo l’Italia che chiede di cambiare – ha osservato – è necessario allora scendere in piazza, ed invocare il cambiamento ripartendo dal lavoro, dai problemi e dall’unità del Paese”.
Nel rivendicare l’importanza di realizzare gli indirizzi programmatici del patto per il lavoro e lo sviluppo, a partire dagli incontri in programma oggi e domani con gli assessori regionali Sergio Vetrella e Severino Nappi, fino al Consiglio provinciale monotematico in programma sabato prossimo a Palazzo Caracciolo, anche il segretario provinciale della Cgil Vincenzo Petruzziello ha evocato, in assenza di risposte, la necessità di realizzare una grande mobilitazione provinciale. Significativo anche il contributo del sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, che ha puntato il dito contro i governi regionale e nazionale in relazione al blocco dei fondi Europa PIU, ed al dirottamento al nord dei fondi Fas: “E’ il Sud la vera carta vincente per la ripresa del Paese – ha dichiarato – Per questo, è necessario che il sindacato tenga alta la guardia contro le politiche antimeridionalistiche in atto, facendo fronte comune con le istituzioni locali come è avvenuto in relazione alla questione dei tagli alla sanità, o ai rifiuti”. Sulla crisi che ha colpito il colosso del metalmeccanico in Irpini, la Fma di Pratola Serra, Epifani ha lanciato un messaggio all’ad di Fiat Sergio Marchionne: “Gli operai hanno ragione. E’ chiaro che c’è un segno di distacco del gruppo nei confronti degli stabilimenti italiani, il problema è che non è chiaro cosa si vuole fare. Marchionne – ha concluso Epifani – deve dire cosa vuole fare”.