Crisi del pesce: ma gli acquirenti più tenaci sono gli avellinesi

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Alici e cozze restano sui banchi dei pescivendoli del mercato ittico di Pozzuoli. Pochi gli acquirenti nonostante le rassicurazioni provenienti: il pesce nostrano può essere tranquillamente consumato, anche se nessuno lo vuole più. I pescatori intanto continuano a ‘strillare’ prezzi competitivi di merce proveniente anche da altri mari e porti: spigole e orate di allevamento (8 euro al kg), la pescatrice del Mediterraneo (12), le trigliette di Manfredonia (10).
Sottobanco, come se si trattasse di merce proibita, vengono offerti i saurielli a 3 euro e i calamaretti addirittura a 2. Questi sono i sintomi della paura del mare infetto condanna il pescato del Golfo di Napoli. I grossisti del mercato all’ingrosso sono 18 e si dannano l’anima per contenere la crisi. Le contrattazioni si svolgono dalle 3 alle 8 del mattino: i più solleciti ad arrivare sono i rivenditori delle zone interne dell’avellinese e del beneventano – seguiti dagli ischitani.

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