Ammontano, infatti a circa 2 milioni di euro i debiti accumulati dal consorzio mentre ottanta operai rischiano il posto di lavoro. “Occorre individuare strategie concrete con i livelli istituzionali – ha spiegato Foglia – per un assetto stabile dei servizi in gestione che sono essenziali allo sviluppo economico del territorio”. Intanto i sindacati hanno richiamato l’attenzione su una situazione che diventa ogni giorno più preoccupante. Se non saranno assunte decisioni a breve, infatti, mancheranno addirittura i reagenti per il funzionamento dei depuratori con conseguenze gravi per le aziende presenti nella zona.
Nel nucleo industriale dell’Alta Irpinia sono impegnati tremila lavoratori. Già dal prossimo mese i dipendenti del Cgs rischiano di restare senza stipendio ed accusano l’azienda: “Garantisce a fatica la salvaguardia ambientale, soffoca tra pretese di innumerevoli creditori e la mancanza di liquidità”.
Una situazione che impedirebbe un’oculata politica dei costi di gestione e che non consentirebbe una razionale programmazione dei fondi per l’ammodernamento delle reti. I lavoratori annunciano che senza un piano di risanamento e rilancio, saranno costretti ad adottare iniziative di protesta, interrompendo la depurazione e gli altri servizi attuati a favore delle imprese insediate nei nuclei industriali Asi.