Crisi CDI, l’allarme dei sindacati: “Dopo le promesse, il silenzio”

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Calitri – Vertenza Cdi: riesplode la polemica a Calitri dopo che lo scorso dicembre era stato annunciato il piano di riconversione energetica. In una nota, i responsabili Failms-Cisal, Giuseppe Barrasso e Roberto Flammia, denunciano lo stallo delle trattative in corso, sottolineando i disagi che quotidianamente vivono i circa 240 lavoratori dell’azienda calitrana.

“Alla Cdi di Calitri tutto tace – si legge nell’incipit della nota – Abbiamo atteso invano anche l’incontro preannunciato a mezzo stampa dai vertici aziendali, da Lettieri, che doveva aver luogo entro il 25 gennaio e che aveva come obiettivo la presentazione del piano di riconversione industriale. Si parlava, tempo fa, di investire in nuove tecnologie che riguardassero la produzione di batterie al litio e supercapacitori da inserire nel campo dell’automotive, ma a quanto sembra erano solo annunci infondati. Tante le promesse anche da esponenti politici di primo piano, compreso il sindaco di Calitri Di Milia, che aveva annunciato una serie di iniziative per risolvere il problema economico delle maestranze, rimaste ormai senza alcun sostentamento a partire dal 31 dicembre del 2009. Speriamo che la nostra drammatica situazione non venga ora strumentalizzata dai politici di turno ed utilizzata come volano nella prossima competizione elettorale. Ricordiamo alla comunità irpina che 240 famiglie sono ormai sul lastrico e, ad oggi, non hanno alcuna certezza sul loro futuro. Il 31 dicembre dello scorso anno è terminata la Cigs, siamo in attesa di una convocazione per discutere dell’approvazione della cassa integrazione straordinaria in deroga, ma l’iter burocratico si preannuncia alquanto lungo. L’azienda è in liquidazione e 240 famiglie sono allo sbando, non sappiamo più a chi rivolgerci per ottenere il minimo sostentamento economico necessario a sopravvivere fino all’attesa riconversione industriale. Stiamo parlando della scomparsa di 240 posti di lavoro nella nostra provincia, nel silenzio totale dei mezzi di comunicazione, del sindacato confederale, della politica. Dobbiamo anche noi salire sui tetti per attirare l’attenzione delle istituzioni e del presidente Sibilia? Quali inconsulti gesti dobbiamo mettere in pratica per spingere la direzione aziendale a dirci cosa vuole fare realmente? Avevamo fatto numerose proposte per risolvere il problema delle tante famiglie, come il versamento dell’anticipo del nostro Tfr sino all’approvazione della cassa integrazione in deroga, ma nulla di tutto questo è stato accettato”.

“Abbiamo chiesto un ulteriore incontro presso l’Unione degli Industriali di Avellino con la direzione aziendale per chiarire la situazione economica e occupazionale dell’azienda – continua – Siamo stanchi di chiacchiere e sceneggiate, vogliamo dati certi e fatti concreti. Concludiamo facendo l’ennesimo appello alla politica, alle istituzioni, ai sindacati affinché si occupino della nostra vertenza mettendo in campo soluzioni valide per tutelare la dignità sociale di 240 famiglie irpine. Siamo pronti ad una prossima mobilitazione e invitiamo la gente di Calitri a non essere immobili, a non aspettare che il distretto industriale muoia nel completo disinteresse, a non seguire personaggi di ventura che cercano di evitare a tutti i costi di affrontare i problemi concreti”.

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