
(Di Luigi Anzalone) – “Cari amici, ho apprezzato vivamente l’iniziativa del Presidente Senatore Nicola Mancino intesa a creare le condizioni di una ripresa del dialogo all’Amministrazione Provinciale tra la Margherita, la Presidente di quella Amministrazione, il suo Partito e, più nel complesso, la maggioranza di centrosinistra. Ancora una volta – scrive l’on. Anzalone – il presidente Nicola Mancino ha dato una prova significativa del suo impegno rivolto a preservare e a rafforzare la maggioranza di centrosinistra. Io che per ovvi motivi, mi sono tenuto discosto rispetto alla crisi della Provincia, mi sono rallegrato vivamente del fatto che, grazie a questa iniziativa, si è aperto uno spiraglio di soluzione. Ho preso anche atto con piacere che, da più parti, sia stato espresso consenso a quanto il Presidente ha detto. Ma, detto questo, a mio avviso, c’è un ma, qualcosa di importante, da cui non si può assolutamente prescindere. Detto in breve, è necessario che della questione Provincia si occupi preliminarmente, ovvero prima di assumere qualsivoglia decisione, la Direzione provinciale della Margherita unitamente al nostro gruppo alla Provincia e alla deputazione nazionale e regionale. Ecco perché chiedo al Coordinatore Provinciale e al Capogruppo di convocare la Direzione del Partito dopo l’elezione del nuovo Presidente della repubblica. Ciò che è accaduto alla Provincia è di inusuale quanto inaudita gravità. Per voler della Presidente, il Bilancio preventivo è stato approvato nonostante l’assenza dall’aula del gruppo della Margherita e nonostante le dimissioni dei nostri quattro assessori, di cui la sunnominata Presidente non ha ritenuto di dare notizia al Consiglio. Come sia sa, la Margherita, dopo aver subito tante offese, chiedeva un po’ di rispetto all’alleato ds, autentica collegialità nell’amministrare, maggiore efficacia e incisività in questa azione. La risposta data al nostro Partito non è stata, però, quella di rinviare di qualche giorno l’approvazione del Bilancio per ritrovare la possibilità di un accordo, bensì la fredda esecuzione di un atto di rottura che ha la caratteristica di un vero e proprio ceffone a manrovescio alla Margherita. Per la verità, è stato anche detto e fatto di peggio, ma si tratta di cose miserevoli di cui non vale occuparsi. Pur di fronte ad un comportamento che è l’esatto opposto della saggezza del Presidente Mancino, io ritengo, d’accordo con lui, che occorra ricercare, se ancora esiste, la via di un’intesa. La quale, però, deve essere onorevole e rispettosa della dignità umana e della dirittura politica e morale dei singoli dirigenti del nostro partito e della Margherita nel suo complesso. Abbiamo, quindi, bisogno di riflettere e discutere nell’apposita sede di partito su questa sciagurata ed infelice vicenda e decidere che cosa fare. Il resto, almeno fino alla direzione del Partito, a me sembra debba essere silenzio”.