
Avellino – Crisi al Comune: si chiude il cerchio, forse. Un forse che è d’obbligo considerata l’incertezza del momento. Questa mattina dopo una settimana intensa tra incontri notturni, conclavi targati via Tagliamento, De Conciliis e Carlo Del Balzo etc. etc. sarà il giorno decisivo per ‘onorare’ il reingresso dei ‘non ci sto’. Poche battute da parte del primo cittadino di Avellino Giuseppe Galasso (“E’ un passo importante per uscire dalla situazione. Ci sarà il chiarimento politico”. Qual è il prezzo ‘pagato’ in nome del centrosinistra organico? “Non ci sono richieste ma solo un confronto sulla programmazione e sulle scelte”) ma quanto basta per capire che la situazione prima sfuggita di mano, sta per rientrare alla grande per qualcuno, meno per altri che si apprestano a lasciare il campo di battaglia, non senza consegnare il testimone della nomina. Nessuna pedina sarà mossa, ora. Si metterà mano allo scacchiere solo a inizio anno. Dunque tutto come prima, ma fino a febbraio o marzo. Sono almeno le voci che si rincorrono tra i palazzi della politica che conta. I delusi non potranno far altro che accettare la situazione pur comunque nata tra i banchi – dice qualcuno – del confronto. Si stilerà con ogni probabilità anche il documento dell’alleanza cittadina pronta a riprendere nuova linfa. Righe di inchiostro che siamo sicuri illumineranno ben poco le menti di chi vorrebbe capirci di più. Dei tanti bla, bla, bla delle proposte, uno è affondato – ed era inevitabile – l’allargamento della Giunta che avrebbe risolto il problema – a detta dei più – ‘sedando’ qualche scalpitìo di troppo. Un’ipotesi che avrebbe richiesto un iter troppo complicato: primo ostacolo: lo Statuto, secondo: l’opposizione non disposta a concedere nulla alla maggioranza ‘ballerina’ nonché sua avversaria. Aggrappata all’ancòra, invece, la visibilità chiesta dall’Udeur di Nicola Micera: si è parlato di una vice presidenza in un ente di prestigio che se dovesse raggiungere la riva, riuscirebbe a risolvere non pochi mal di pancia. Tra le onde c’è chi è riuscito, ma non è ancora detta l’ultima parola, a farsi spazio; chi annaspa; chi attende sulla riva; chi osserva per carpire il momento giusto per attraversare la sponda del fiume. Per intenderci chi – e ritorna alla ribalta il nome di Vincenzo Sbrescia consigliere indipendente di Piazza del Popolo – osserva per carpire se è giunto il momento per rituffarsi nell’agone politico avendo questa volta però un simbolo che ha un nome e un cognome: l’Udeur. In sintesi la crisi si può dire giunta al capolinea. Si tratterà solo di limature e poi è davvero fatta. Galasso, dunque, potrà gustare sia il panettone che la colomba. Poi con l’estate (il dopo elezioni, si intende) e… il caldo, probabilmente si darà sfogo a nuovi stimoli e appetiti. (Di Teresa Lombardo)