
Avellino – “Sono chiare le motivazioni che hanno portato alla crisi al Comune di Avellino. Inesistente il fondamento politico. Alla base null’altro che l’occupazione di potere. Sono meno chiari, invece, i modi ed i tempi con cui si potrà uscire da questa fase di stallo, che è dannosa per la città, pericolosa per gli effetti che potrà avere, preoccupante per le occasioni che quest’amministrazione rischia di perdere, in termini di progettazioni e di finanziamenti”. Dura denuncia di Modestino Iandoli, presidente provinciale di Alleanza Nazionale e consigliere comunale. Da una prima stima, infatti, l’amministrazione comunale di Avellino potrebbe mandare in fumo progettazioni e procedure che consentirebbero alla città di ottenere finanziamenti per circa cinquanta milioni di euro. “Mi riferisco – continua Iandoli – alla metropolitana leggera, ma anche e soprattutto ai fondi Pica, relativi al tunnel di piazza Kennedy. Senza dimenticare l’ipotesi, ancora vaga e fumosa, del nuovo Mercatone”. Ma la città potrebbe anche veder vanificato il lavoro finora svolto dal punto di vista urbanistico. “I tempi per l’approvazione del Puc – continua Iandoli – sono strettissimi. Ma di tutto questo la maggioranza di centrosinistra non sembra accorgersene. Tutto questo fa pensare ad un’irresponsabilità che è generale e generalizzata. Questa maggioranza si conferma incapace di essere forza di governo”. Per Iandoli, poi, l’opposizione ha svolto finora un ruolo importante, significativo, mai ostruzionistico, ma sempre propositivo. “Abbiamo dato – continua il presidente provinciale di Alleanza Nazionale – la nostra disponibilità al confronto e alla collaborazione. In molte occasioni, come opposizione, abbiamo garantito la presenza in aula, consentendo che si proseguisse nei lavori assembleari, anche quando la maggioranza non riusciva ad essere tale. Ma di fronte a tutto questo, il centrosinistra continua ad avere atteggiamenti irresponsabili. La conferma arriva dall’inconsistenza di questa crisi, di questa pantomima tra il sindaco e l’Udeur, da questo pantano dal quale non riescono a venir fuori. Si arriva davvero al capolinea quando per visibilità di potere si sacrifica l’interesse generale della comunità”.