
Con 309 voti contrari e 298 favorevoli su 607 votanti, la Camera a scrutinio segreto ha respinto la richiesta di autorizzazione all’arresto nei confronti del deputato del Pdl ed ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, indagato di concorso esterno in associazione camorristica. L’ex premier Silvio Berlusconi è arrivato in Aula a Montecitorio durante le dichiarazioni di voto. Cosentino, in Aula fin dall’inizio della seduta è rimasto sempre al suo posto, ricevendo manifestazioni di solidarietà da alcuni parlamentari del centrodestra. Decisivo il voto della Lega, che si è spaccata e l’ha salvato. “Una decisione assolutamente giusta, un voto di giustizia in linea con la Costituzione” ha detto Berlusconi. Sono ventidue i deputati che non hanno partecipato al voto sulla richiesta di arresto di Nicola Cosentino. A quanto si legge sul tabulato dell’Aula, 4 parlamentari erano in missione e diciotto assenti. Tra gli altri, non ha votato Umberto Bossi. E non erano in Aula altri due ex ministri, Giulio Tremonti e Saverio Romano. Le assenze piu’ numerose sono state nel Pdl, con 8 parlamentari che non erano in Aula. Sono Giuseppe Angeli, Amato Berardi, Manuela Di Centa, Antonio Martino, Jole Santelli, Souad Sbai, Lucio Stanca e Giulio Tremonti. Tre le assenze nella Lega Nord: Claudio D’Amico, in missione, Marco Maggioni e Umberto Bossi. Due i deputati del Pd assenti, Giuseppe Fioroni e Giovanni Sanga entrambi in ospedale. Due anche gli assenti di Fli (Francesco Divella e Donato Lamorte, dell’Udc (Angelo Compagnon e Luca Volonte’, quest’ultimo in missione) e di Popolo e territorio (Saverio Romano e Maria Grazia Siliquini). Nel gruppo misto, non hanno votato i due esponenti dell’Mpa Angelo Lombardo e Carmelo Lo Monte, e Antonio Gaglione. Subito dopo il voto il leader del centrodestra in Campania ha dichiarato: “Ringrazio il Parlamento per un dibattito proficuo e approfondito. Il Parlamento ha deciso in piena autonomia. Se i parlamentari avessero voluto seguire le indicazioni dei partiti il risultato sarebbe diverso. Sono vittima di un trattamento ingiusto e di un’aggressione mediatica, politica e giudiziaria», ha aggiunto. Cosentino ha mantenuto la parola data qualche giorno fa: si è dimesso da coordinatore regionale della Campania del Popolo della Libertà comunicandolo direttamente al presidente Silvio Berlusconi.