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“L’ambiguità dell’invito – dice in una nota la CNA – è tale da indurre in chi legge errori di valutazione che ci costringono ad un puntuale chiarimento.
Ci è stato chiesto di mettere a disposizione, previo pagamento del fitto relativo, i locali del nostro centro di servizi-struttura della CNA preposta ad attività commerciali e questo l’abbiamo fatto nell’ambito di una intesa che riguardava il solo nolo dei nostri locali. L’avviso inviato ai ragazzi è formulato in maniera tale da indurre chi legge in quattro errori di valutazione: che si tratti di corsi che in qualche maniera assicurino uno sbocco occupazionale in quanto si fa apparire, attraverso la farsa della selezione, che la formazione sia in qualche modo propedeutica ad una assunzione assicurata; che si tratti di attività formative in qualche modo pubbliche; che si tratti di un ente in qualche modo pubblico o semi-pubblico (“Servizi per il cittadino – Associazione di promozione sociale) e non invece, quale essa è, una struttura privata che fa formazione per puro lucro; che la CNA sia garante della serietà dell’iniziativa. Nessuna delle affermazioni è fondata. Il corso è solo uno dei tanti a pagamento. Non assicura niente, neppure una qualifica riconosciuta; neppure crediti formativi; a maggior ragione non assicura sbocchi occupazionali di nessun tipo.
La CNA non ha dato alcuna indicazione rispetto a tale corso e, appena avuto sentore di quanto stava avvenendo, ha disdetto l’intesa per la utilizzazione dei suoi locali ed ha già dato mandato ai suoi legali per impedire che il suo nome possa in qualche modo essere associato all’iniziativa. Inoltre, non è stato autorizzato l’uso dei nostri locali ad Ariano, dove ci risulta siano state inoltrate ulteriori convocazioni ai giovani”.