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Corruzione percepita, l’Italia è il peggior paese d’Europa

L’Italia è ancora il grande malato di corruzione in Europa. Questo è almeno ciò che percepiscono i cittadini, che ritengono ancora molto lunga la strada per liberare politica e istituzioni dal virus della tangentopoli. Secondo l’Indice di Corruzione Percepita, elaborato ormai da vent’anni dall’associazione non governativa Transparency International, la percezione che l’Italia sia un paese corrotto è ancora molto alta, nonostante qualche miglioramento nell’ultimo biennio. Oggi l’Italia è all’ultimo posto nella classifica europea, raggiunta da Bulgaria, Grecia e Romania a quota 43/100. Più alto è il punteggio, più i cittadini si sentono liberi da mazzette e corruttela. Il nostro Paese non raggiunge nemmeno la soglia di 50/100, che invece è ampiamente superata da altri competitors europei, come la Spagna (37esima su 175 Stati con 60/100), la Francia (26esima a 69), il Regno Unito (14esimo a 78) o la Germania (12esima a 79/100).
In testa ci sono Paesi del nord Europa, dove gli abitanti quasi non sanno cosa voglia dire corruzione. La Danimarca è prima da tre anni a quota 92, seguita da Nuova Zelanda (91), poi altre tre europee come Finlandia, Svezia e Olanda. I peggiori sono Somalia e Corea del Nord, con un indice di 8, che sta a significare che i cittadini hanno una pessima idea sull’onestà dei propri governanti. L’Italia raggiunge appena lo score medio mondiale ed è ben al di sotto della media europea di 66/100. Non raggiunge nemmeno la soglia di 54, media tra gli aderenti al G20. A livello planetario – come per altri indici di percezioni come, ad esempio, quello sulla libertà di stampa – a livello planetario l’Italia perde la sfida anche con Ruanda, Oman e Bahrain. Nel confronto tra continenti è l’Europa ad avere la migliore media, davanti alle Americhe (45/100, dove spicca il Canada con 81) e all’Asia-Oceania. Più indietro Medioriente e Nordafrica, Africa Subsahariana, Est Europea e Asia Centrale. Secondo la definizione di Transparency International, l’indice può essere visto come un riflesso delle attività di governo e delle istituzioni a vari livelli, ricostruito attraverso valutazioni e sondaggi. Calcolare quanta corruzione penetri nei settori del potere pubblico è un obiettivo arduo, perché corrotto e corruttore sono spesso solidali, pertanto il numero di denunce o procedimenti penali avviati non consegna una fotografia reale del fenomeno. Dopo il miglioramento del 2013, quest’anno la condizione italiana è rimasta stazionaria. Stesso punteggio e stessa posizione di classifica, nessun passo in avanti agli occhi dei cittadini sebbene gli ultimi governi abbiano messo in campo alcune iniziative con un’importante eco mediatica. L’ultima in ordine di tempo, che probabilmente darà i suoi effetti nella prossima rilevazione, è l’istituzione dell’Autorità anticorruzione, il cui presidente è l’ex magistrato anticamorra Raffaele Cantone. L’Anac ha avviato un lavoro per la trasparenza negli appalti pubblici e nella gestione amministrativa ed ha attivato una casella di posta elettronica per recepire le denunce dei whistleblower della pubblica amministrazione.wired

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