Cori razzisti: Tribunale ammette Lega Pro costituzione parte civile

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Il Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Mirko Monti, aveva notificato la citazione in giudizio dinanzi alla Sezione penale del Tribunale anche alla Lega Pro, identificata quale parte offesa. Stamattina ha avuto inizio il processo dinanzi al Tribunale di Busto Arsizio ed è stata esaminata anche la costituzione di parte civile della Lega Pro. I difensori degli imputati hanno presentato opposizione alla costituzione di parte civile, sostenendo che la Lega Pro non era portatrice di interessi diffusi. La Lega Pro ha dimostrato di essere una Lega di valori, producendo documenti quali il codice etico, le normative con le quali i club aderiscono con i loro tesserati e lo staff allo stesso codice, l’accordo collettivo con l’AIC, nel cui preambolo le parti si fanno portatrici di valori, ma anche con prove tangibili sulle numerose iniziative a carattere sociale e con l’accordo con il CSI, Centro Sportivo italiano, per manifestazioni con bambini e famiglie negli stadi. Il Tribunale, dopo un’ora di Camera di consiglio, ha rigettato le eccezioni dei difensori degli imputati e ha ammesso la Lega Pro alla costituzione di parte civile in quanto portatrice di interessi diffusi, avendo fatto propri i principi della lotta al razzismo e alle discriminazioni in tutte le sue forme. “Siamo soddisfatti del riconoscimento della nostra Lega quale Ente di valori- ha dichiarato Mario Macalli, Presidente della Lega Pro- è la legittimazione del lavoro che facciamo con i nostri club per affermare con forza l’alto valore etico del nostro calcio, che deve essere preservato dagli elementi che possono contaminarlo. Il Codice Etico adottato dalla Lega è stato l’elemento decisivo e dimostra come la Lega Pro sia portatrice di valori”. E’ stata fissata l’udienza del 20 marzo nella quale verranno sentiti alcuni giocatori del Milan, della Pro Patria e la terna arbitrale.

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