Coppola: “Niente fondi a sagre, meglio 1600 pacchi alimentari”

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Niente fondi a sagre e feste. La Provincia destina il budget ai bisognosi. E’ stato presentato il progetto “pacco alimentare”. L’attività dell’ente in collaborazione con Caritas coprirà ben 1600 indigenti. L’elenco sarà curato dall’associazione religiosa che provvederà tramite la propria rete a far pervenire l’”aiuto” simbolico alle famiglie. Nel pacco “made in irpinia”, grazie alla disponibilità di varie aziende operanti sul territorio, ci sarà pasta, olio, pomodori, spumante, lenticchie e panettoni. L’importo di 40mila euro sarà utilizzato non più a pioggia per far divertire la gente, ma spalmato a chi di un sorriso ne ha bisogno anche mettendo un piatto a tavola per l’imminente Natale. Già vicepresidente della Provincia Raffaele Coppola, nominato poi commissario straordinario a seguito della decadenza del senatore Cosimo Sibilia da presidente, ha voluto sferrare un duro attacco alla politica. “Sono un tecnico, era importante dare un segnale di diversità. La politica deve ritornare a scuola, molti si immaginano di sedersi e poi conservare la poltrona, tralasciando le esigenze e i problemi della gente. Devo ringraziare i miei collaboratori (li cita uno ad uno il sub commissario Armando Amabile Gianluca Galasso, Giancarlo Pirrello, Luisa De Lisio) per avermi proposto tale iniziativa”. Nel suo discorso introduttivo Coppola annuncia che “le Province devono continuare ad esistere. Cancellarle è un grande errore. I costi della parte politica in Provincia corrispondono quasi al costo di due consiglieri regionali. Le Province hanno un ruolo sul territorio fondamentale, sono vicine alla gente. Trovo io difficoltà ad incontrare assessori alla Regione, figurarsi un sindaco di un nostro comune”. A sistemare “il pacco alimentare” ci penseranno i volontari dell’ Agesci, Banco alimentare Rete, Csv e Caritas. E aspettano anche il bigliettino augurale della Provincia che per bocca di Coppola non è stato ancora fatto: “è un obiettivo sensibile, complesso, non è semplice trovare le parole verso coloro che stanno vivendo con difficoltà il momento. Se non riesco a trovare un messaggio, penserò ad una poesia”. Infine Don Sergio Capaldo, in rappresentanza della Diocesi: “si vive di segni e gesti concreti, di parole se ne dicono tante. Bisogna essere vicini alle famiglie. Spero che da questo segno fioriscano azioni più nobili da parte di chi sta meglio. Il territorio vive delle difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti”.

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