Convitto, il messaggio del maresciallo agli studenti: cyberbullismo, possiamo aiutarvi ma dovete avere fiducia

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AVELLINO- “Non sono venuta qui per una lezione ma per un confronto. Non sono qui per raccontarvi i nostri risultati in questa materia o quanti arresti abbiamo fatto, ma per continuare un discorso che abbiamo iniziato da tempo”. Il maresciallo Francesca Bocchino, referente per il Comando Provinciale di Avellino dei reati di genere e dei reati contro e che riguardano i minori, ha iniziato così il suo intervento nel corso dell’incontro organizzato al Convitto di Avellino su “Legalita’, bullismo e cyberbullismo” a cui hanno partecipato anche il comandante provinciale dei Carabinieri Angelo Zito e il sostituto procuratore generale di Napoli Valter Brunetti. Lo ha fatto partendo dai passaggi su responsabilita’ e rispetto delle regole che erano stati richiamati nell’intervento del sostituto procuratore generale di Napoli Valter Brunetti: “ma perché la regola va rispettata? Per paura della punizione? No. Ma quello che vorremmo suscitare in voi è l’intimo convincimento che la regola va’ seguita perché è giusta, perché va fatto ciò che è giusto. Poi bisogna avere consapevolezza che si può sbagliare e che quello sbaglio e’ collegato ad una conseguenza. Ma l’educazione basata solo sulla punizione e’ vuota e priva di contenuti”. Perché si parla del fenomeno del cyber bullismo in modo maggiore del bullismo? “Perché il bullismo e’ un fenomeno facilmente riconoscibile, quello tradizionale. Il professore Della Sala ci ha spiegato che quelle del bullismo sono dinamiche rigide, sono dinamiche statiche: abbiamo un bullo, abbiamo la vittima, io aggiungo anche un’altra categoria che sono i gregari. Poi c’è la categoria più pericolosa, quella degli spettatori che non fanno niente. Secondo voi, a livello di responsabilità, coloro che guardano, vedono e non agiscono sono alla pari del bullo oppure no?..Sono alla pari del bullo”. E allora perché preoccupa di più il cyber bullismo? “Perché non ha una dinamica evidente- ha spiegato il sottufficiale dell’Arma- una dinamica che possiamo intercettare a meno che non chiediate aiuto. Allora siamo qui a dirvi oggi che non siamo solo quelli che vi fermano in mezzo alla strada perché magari non avete il casco o siete in due sul motorino o perché correvate con la macchina. No. Siamo presidio di legalità sul territorio. Siamo quelli che subito dopo la famiglia vi possono aiutare a risolvere dinamiche di questo genere. Perche se c’è una caratteristica che accomuna la vittima del bullismo a quella del cyberbullismo e’ la solitudine. La convinzione che da quel problema non si possa più uscire, che non ci sia soluzione. Questa cosa e’ gravissima, sapete perché? Perché i ragazzi della vostra età convincersi che una situazione non ha soluzioni, porta a gesti estremi”. Per cui la presenza a scuola e nel confronto con gli studenti e’ dettato, come spiega il maresciallo Bocchino da un motivo importante: abbiamo gli strumenti per aiutarvi ma abbiamo bisogno della vostra fiducia”.